martedì 21 febbraio 2017

SE DENUNCI NON TI LICENZIO

L'esercizio del potere di denuncia alla Procura della Repubblica o all'autorità amministrativa non determina una responsabilità disciplinare in capo al dipendente, a meno che la denuncia sia strumentale, nella consapevolezza della insussistenza dell'illecito o della estraneità del soggetto incolpato


Febbraio 2017 | Gabriella Filippone Rassegna stampa | Le notizie on line







Titolo:  La denuncia non giustifica il licenziamento
Autore:  Giuseppe Bulgarini d'Elci
Fonte:  II Sole 24 Ore



Immagine: I cinque esercizi del Falun Gong | via Wikipedia
Nell'ambito di un rapporto di lavoro dipendente, l'esercizio del potere di denuncia alla Procura della Repubblica o all'autorità amministrativa non può determinare una responsabilità disciplinare in capo al dipendente, a meno che il ricorso ai pubblici poteri sia strumentale, nella piena consapevolezza della insussistenza dell'illecito o della estraneità del soggetto incolpato.

La Corte di cassazione, con la sentenza 4125/2017, è giunta a questa conclusione sul presupposto che, ascrivendo al lavoratore una responsabilità disciplinare per aver denunciato fatti di rilevo penale o amministrativo dal medesimo riscontrati in costanza di rapporto, verrebbe scoraggiata la collaborazione cui il cittadino è tenuto nel superiore interesse pubblico volto alla repressione degli illeciti.
La denuncia, in diritto, è una dichiarazione in cui si comunicano ad un ente pubblico, un'amministrazione pubblica o altro soggetto istituzionale, circostanze, fatti o altri elementi che il destinatario è legittimato a ricevere.



Immagine: Milano, squadristi della Muti durante gli scioperi del marzo 1944 ripristinano il servizio tramviario | La Legione autonoma mobile Ettore Muti fu un corpo militare della Repubblica Sociale Italiana con compiti di polizia politica e militare, composto da elementi del fascismo milanese, integrati da volontari della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, nella provincia di Milano e nel cuneese fra il 18 marzo 1944 ed il 27 aprile 1945, si  resero protagonisti di rastrellamenti che saranno oggetto di un processo nel 1947. Le prime reclute vennero arruolate tra fascisti di provata fede, a cui si aggiunse anche un variegato gruppo di detenuti per reati comuni provenienti dal riformatorio di Vittuone e dal Carcere di San Vittore. Il reparto fu intitolato a Ettore Muti | via Wikipedia







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