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lunedì 17 febbraio 2020

Quale è il livello di compromissione del tessuto sociale borghese con il sistema mafioso latu sensu?

A mio parere è alto così come diffuso latu sensu. Questa volta però non ho proprio voglia di esprimermi lungamente, non ora, quindi ditemi voi quale è il livello e se vi sta bene o meno questa compromissione diffusa. Se vi siete adeguati i meno in questa trama di tessuto sociale. Volenti o nolenti o se vi limitate a sopravvivere consapevolmente. Ove sopravvivere ve lo consentano.

I colletti bianchi a disposizione dei nuovi padrini

"L'arresto di Lucia Gargano, avvocata che ha piegato l'esercizio della sua professione al ruolo di portaordini e consigliori dei nuovi boss di Roma, è il segno del livello di compromissione del tessuto sociale borghese con il sistema mafioso"

martedì 1 ottobre 2019

"CARO FISCO, IO AVVOCATO TI SCRIVO (E SALUTAMI ISA) | sono avvocato di associazioni antimafie quindi il pizzo io non lo pago...."

Risultati immagini per isa
Nell'immagine: ISA POLA 
Radiocorriere anno 1955 | via Wikipedia





"CARO FISCO, IO AVVOCATO TI SCRIVO (E SALUTAMI ISA)

Il mio commercialista mi ha informato che, secondo te, nel 2018 ho lavorato poco, e che evitare discussioni con te avrei dovuto equilibrarmi. Il costo di questo equilibrio è notevole. Il nome di tutto ciò è dolce ISA.

Vedi caro Fisco, da un lato io sono uno pacifico però sono pure avvocato di associazioni antimafie e quindi il pizzo io non lo pago.... Noi siamo uomini e donne che vogliamo fare l’avvocato, vogliamo fare i figli, vogliamo fare i genitori. Contemperare tutto porta delle rinunce e siccome non possiamo e vogliamo rinunciare al sorriso di un figlio o di una mamma, rinunciamo a qualche processo.

Un caro saluto

- Goffredo D’antona padre, figlio, avvocato -"







Fonte: RandoGurrieri - Reti di Giustizia


"CARO FISCO, IO AVVOCATO TI SCRIVO
(E SALUTAMI ISA)
Il mio commercialista mi ha informato che, secondo te, nel 2018 ho lavorato poco, e che evitare discussioni con te avrei dovuto equilibrarmi. Il costo di questo equilibrio è notevole. Il nome di tutto ciò è dolce ISA.
Vedi caro Fisco, da un lato io sono uno pacifico però sono pure avvocato di associazioni antimafie e quindi il pizzo io non lo pago.
Tu dici che nel 2018 ho lavorato poco.
Ora io non ti ho mai visto in una mia giornata tipo del 2018, quindi non so come fai tu e la signora ISA a dire certe cose e allora te la racconto io la mia giornata.
La sveglia è alle 5.45 del mattino. Faccio colazione, mi lavo, passo da mio padre che vive solo ed ha più di 90. Fortuna che abitiamo accanto. Verifico che stia bene, gli preparo il caffè parlo un po’ con lui.
Torno da me, sveglio mia figlia (io pure vivo solo con mia figlia), le preparo la colazione, l'accompagno a scuola e poi vado in studio. Preparo le carte e se ho udienza vado in tribunale (vado anche spesso se non ho udienza).
Se ho udienza è un problema perché sai, ma tu non lo sai, che spesso si entra alle 9 ma si esce alle 17 o anche dopo.
Con un po’ di fortuna e con la comprensione degli altri avvocati e dei giudici spesso finisco alle 12.30. Volo a casa dove cucino per mio padre e poi per mia figlia.
Dopo pranzo lavo piatti, mi sdraio 20 minuti e vado presto in studio.
Vado presto perché alle 18.30 ripasso da mio padre e poi aiuto mia figlia a studiare.
Dopo faccio un altro salto da mio padre e poi cucino per me e mia figlia.
Dopo cena parlo con lei. Verso le 22.30 mia figlia va a letto e io mi guardo un po’ di carte di lavoro, studio, scrivo, mi porto avanti con il lavoro.
Verso le 23.30 appena tocco la testa con il cuscino crollo.
Sabato e domenica faccio la spesa e accompagno mia figlia nello shopping.
Oltre che ovviamente stare con mio padre. La mia vita è un ping pong tra accudire mio padre e mia figlia.
Non ho lavorato poco. Per niente
Tu mi dici che avrei dovuto avere più clienti e farmi pagare di più.
Io gestisco il lavoro che posso gestire, quando vado a letto devo avere la coscienza che ogni fascicolo è stato studiato al meglio della mia possibilità. Non cerco lavoro se non lo posso gestire.
Nel 2018 ho avuto altre priorità e non avevo tempo e testa per fare l’accattonaggio di processi.
Nel 2018 non c'è stato un processo dove sono arrivato impreparato
Sul farmi pagare di più sono d’accordo ma non dipende da me. Anzi con l’occasione vorrei dirti che avanzo diverse migliaia di euro dallo Stato. Ti assicuro che se mi fai avere questi soldi una parte ce ne sono pure per te.
Questo è stato il mio 2018. Vedi un po' tu.
Ma ti assicuro che la mia non è una esperienza singola.
Tu non hai idea cosa significhi essere madre e avvocato (o libera professionista), tu non hai idea cosa significhi avere genitori anziani e dover contemperare tutto.
Noi siamo uomini e donne che vogliamo fare l’avvocato, vogliamo fare i figli, vogliamo fare i genitori. Contemperare tutto porta delle rinunce e siccome non possiamo e vogliamo rinunciare al sorriso di un figlio o di una mamma, rinunciamo a qualche processo.
Un caro saluto
- Goffredo D’antona padre, figlio, avvocato -"



Fonte: RandoGurrieri - Reti di Giustizia





sabato 29 dicembre 2018

"DUE LEGALI SU TRE FANNO LA FAME": DI MAIO LO SAI?

File:Carina Nebula by ESO.jpg
Immagine: Carena nebulosa (costellazione) | via Wikipedia



Dicembre 2018 | Avvocato Gabriella Filippone

I dati emergono dall'ultimo rapporto di Cassa forense sui numeri dell'avvocatura 2017, che conferma una volta di più la proletarizzazione della professione forense.

Giuseppe Stanisci: " È così da anni e comunque bisogna vedere chi fattura o meno, ci sono gioiellieri che dichiarano 15.000 euro annue"

Di Maio è il Ministro del Lavoro. 
Il reddito di cittadinanza potrebbe riguardare una vasta platea di avvocati, non solo i disoccupati conclamati in quanto tali. Non solo i Centri per  l'Impiego dovranno riformarsi al loro interno ed all'esterno, anche gli enti apicali forensi, Cassa Forense e Consiglio Nazionale Forense, io credo. Detti apicali non possono continuare per la loro strada e pretendere dagli avvocati come nulla fosse. Devono  tornare costituzionali e non incostituzionali come di fatto sono.



"Due legali su tre fanno la fame"


Due avvocati su tre hanno un reddito da fame. Quasi 145 mila i legali che non superano i 20 mila euro l'anno, il 60% dei 242.227 iscritti all'albo: nel dettaglio, oltre 20 mila non hanno inviato modello 5 alla Cassa di previdenza, in quasi 60 mila sono nella fascia di reddito tra uno e 10.300 euro e in 45 mila dichiarano tra 10.300 e 20.107 euro. 
Di contro, gli avvocati «benestanti» con reddito annuo superiore a 50 mila euro non sono neanche il 20% del totale: poco più di 41 mila. I dati emergono dall'ultimo rapporto di Cassa forense sui numeri dell'avvocatura 2017, che conferma una volta di più la proletarizzazione della professione forense.



Le pensioni. Nel documento sono indicati anche il numero e l'importo medio delle pensioni vigenti al 31 dicembre 2017. Per le donne, le pensioni in media sono da 18.583, per gli uomini da 33.937 euro e in totale la media è di 27.403 euro. Nel dettaglio della distribuzione per classi di importo e sesso, circa un terzo dei pensionati, ovvero 8.594 sui 28.520 totali, è nella fascia che va tra i 10 mila e i 15 mila euro di pensione. Di questi, oltre 6 mila sono donne, ossia la metà delle 12.137 pensionate totali. Osservando la distribuzione per tipo di pensione: l'importo medio della pensione di vecchiaia è pari a 38.200 euro e riguarda 13.945 avvocati, quella di anzianità vale 36.038 euro, per 1.329 avvocati, quella di invalidità e inabilità è invece pari a 11.603 euro e ne usufruiscono 1.285 avvocati. Le pensioni contributive sono da 5.345 euro (1.620 avvocati), quelle indirette sono da 15.235 euro (2.896 avvocati) e quelle di reversibilità hanno un importo medio pari a 17.898 euro (7.445 avvocati).



La densità e i redditi. Il rapporto, come ogni anno, riguarda sul numero di avvocati ogni mille abitanti distribuiti per regione. La Calabria conferma un doppio primato: è la regione con il maggior numero di avvocati e con il minor reddito medio. Gli avvocati della regione sono infatti 6,8 ogni mille abitanti e hanno un reddito medio pari a 17.587 euro. La seconda regione per densità di avvocati è la Campania (5,9 ogni mille abitanti), seguita da Lazio (5,7/1.000), Puglia (5,4/1.000), Molise (5,1/1.000), Basilicata (5,0/1.000), Sicilia (4,6/1.000). 

Le regioni dove gli avvocati guadagnano di meno, troviamo una forte correlazione inversa tra numero di avvocati e i redditi dichiarati: dopo la Calabria troviamo il Molise (19.501 euro), la Basilicata (20.691 euro), la Sicilia (22.131 euro), la Puglia (22.630 euro), la Campania (24.967 euro), l'Abruzzo (26.143 euro). 
Le regioni dove c'è meno densità di avvocati sono: Valle d'Aosta (1,4 ogni mille abitanti), Trentino-Alto Adige (1,8/1.000), Friuli Venezia Giulia (2,1/1.000), Piemonte (2,3/1.000), Veneto (2,5/1.000). 
Le regioni dove gli avvocati guadagnano di più sono: Lombardia (67.382 euro) e Trentino Alto Adige (63.576 euro), poi c'è un salto di 15 mila euro circa e si passa al Veneto (48.123 euro), alla Valle d'Aosta (47.673 euro), al Lazio (47.155 euro), al Friuli Venezia Giulia (46.862 euro). In generale, il reddito medio degli avvocati del Nord Italia è pari a 55.632 euro, al Centro è di 42.403 euro e al Sud e isole è pari a 22.982 euro.


Età e reddito. L'analisi di Cassa forense sulla distribuzione del reddito professionale per classi di età. Emerge che gli avvocati sotto i 30 anni guadagnano in media 11.334 euro, tra i 30 e i 34 il reddito è di 14.306 euro, tra i 35 e i 39 anni sale a 20.989 e tra i 40 e i 44 anni è pari, in media, a 29.344 euro. 
Per un reddito superiore ai 40 mila euro, quindi, gli avvocati devono aspettare di compiere i 45 anni (41.683 euro), mentre tra i 50 e i 54 il guadagno sale a 53.208 euro. La punta massima (72.960 euro) si ha nella fascia di età tra i 65 e i 69 anni. 
Rispetto all'anno scorso, sono aumentati i redditi degli under 30 (8,8%), degli avvocati tra i 30 e i 34 anni (29%), tra i 35 e i 39 anni (1,9%). Sono diminuiti, invece, i redditi di tutti gli altri, ovvero: -0,8% per gli avvocati tra i 40 e i 44 anni, -3,5% tra i 45 e i 49 anni, -5,1% per la fascia di età tra i 50 e i 54 anni, -2,2% tra i 55 e i 59 anni, -3,6% tra i 60 e i 64 anni, -4,9% tra i 65 e i 69 anni. In totale, il reddito medio degli avvocati per il 2016 è pari a 38.437 euro, in linea con i 38.385 euro riferiti al 2015. Infine, l'analisi di Cassa forense si focalizza sulla distribuzione per classi di età. Il maggior numero di avvocati (51.785) ha tra i 40 e i 44 anni, seguita dalla fascia di età tra i 45 e i 49 anni (42.577), tra i 35 e i 39 anni (36.958) e tra i 50 e i 54 anni (32.356). Gli avvocati under 30 sono invece 5.966 e l'età media delle donne avvocato è di 43,3 anni, degli uomini di 49,4 anni e in totale è pari a 46,5 anni. 
Continua la crescita delle donne avvocato, che hanno raggiunto il 47,8 per cento del totale degli avvocati iscritti alla Cassa. Nel 2016 erano il 47,6% mentre nel 2010 il 41,4%, nel 2005 il 36,5% e nel 2000 il 29%."




Ulisse Io: "(...) Caro Ministro del Lavoro, e qui mi rivolgo anche a lei. Ci si vanta proprio in questi giorni del pacchetto di norme anticorruzione di prossima approvazione. Da un certo punto di vista mi verrebbe anche da sorridere, perché mi domando se ci saranno anche gli “avvocati infiltrati” negli enti istituzionali – Pubblici – forensi di ogni tipo e livello e quanti ad essi collegati e/o in qualche modo dipendenti. Inoltre mi chiedo, ed è per me un vero grattacapo, se il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali il quale, a mezzo del proprio Dirigente, ha persino avuto persino il coraggio, ed in modo assolutamente vergognoso, di affermare che gli avvocati che non trattano da mercanzia i Cittadini che gli si parano davanti non hanno i requisiti di permanenza professionale (v. allegato):

– È a conoscenza detto Ministero di come sono effettivamente organizzate le Casse dei professionisti ed in particolare la Cassa Forense?

– È a conoscenza detto Ministero di come sono organizzati “I COA” nazionali e gli altri enti istituzionali in rappresentanza degli Avvocati?

– Sono mai oggetto di indagine le singole disposizioni finanziarie quotidiane di questi enti? È stata mai ricostruita la gestione economica patrimoniale e finanziaria di ogni singolo ente come coincidente con “I bilanci” presentati nell’ultimo decennio? È stata mai ricostruita la dinamica dei versamenti degli Avvocati come esattamente corrispondenti all’esecuzione dei principi di legge e della carta costituzionale? Sono state le spese di questi enti verificate se effettuate secondo la previsione delle leggi della Repubblica e per la Previdenza ed assistenza degli Avvocati? Sono stati controllati “I regimi” di spesa e dei rimborsi che lucrano gli amministratori e gli eletti se corrispondenti alle “finalità” delle norme in vigore? È stato controllato il regime di spese con “I fornitori” se adeguato alle finalità dell’ente stesso? È stato verificato se gli assunti non siano in conflitto di interessi con gli amministratori ed eletti? È stato verificato se il numero degli assunti è proporzionato alle incombenze necessarie? 

– Sono state mai oggetto di indagini le carriere e le relazioni dei singoli amministratori ed eletti? È stato verificato se vi sia stato incremento di relazioni e di pratiche di studio dopo l’insediamento degli eletti? 

– Sono state mai verificati “I comportamenti” e le azioni finanziarie dei singoli eletti al fine della verifica della loro legittimità e delle violazioni delle norme sul passaggio di somme in nero tra professionisti e del riciclaggio di capitali?

– Sono stati mai oggetto di indagini “I benefici” concessi e le pensioni liquidate, se tutte erogati nel rispetto dell’art. 97 della Costituzione?

– Quando ultimo controllo di spese dei singoli COA e degli altri enti?

– Quando ultimo controllo dei casi di effettivo intervento in aiuto dei colleghi bisognosi se corrispondono a realtà non equivoche?

– Quando ultimo controllo sulle spese e gli investimenti a tutela del patrimonio e dei capitali liquidi a disposizione della Cassa e degli altri enti?

– Quanto alla Cassa conosce se il Collegio dei sindaci, a seguito delle adunanze, ha sempre ossequiato l’obbligo dovere della verifica immediata della legittimità delle delibere medesime? E se, e quando, non arrivano a “Chi” di dovere i verbali del Collegio dei sindaci che denuncino una criticità, o non arrivano alla Corte dei conti o all'Ispettorato generale di finanza, cosa accade a quelle delibere “illegittime”? Possiamo forse considerarsi legittime e lecite per il solo fatto che “nessuno” degli addetti alla “catena di montaggio” azioni il “pulsante rosso” e tutti lasciano passare tempo su tempo nel silenzio generale??!

Mi chiedo cosa stia a fare il Collegio, visto che non sono lì solamente per assistere alle delibere in cui si decidono sugli aumenti dei propri compensi, ma presenti per verificare che l'andamento della Cassa avvenga “sempre” secondo i princìpi di buon andamento dell’azione secondo le finalità e la mission istituzionale dell'Istituto e nel rispetto di tutti quei principi che lo stesso ente ben racchiude in due incisi della sua regolamentazione: operare “(…) imprescindibilmente nel rispetto dei principi della Costituzione della Repubblica Italiana” nonché quello che parimenti ed inequivocabilmente statuisce che “(…) Cassa Forense non tollera comportamenti illeciti, di qualsiasi tipo ed indipendentemente da qualsiasi finalità” (v. gli allegati).

– E’ a conoscenza il Ministro del Lavoro di tutte le istanze le segnalazioni e le denunce che sono state fatte da questo avvocato quasi da quando si è abilitato ed ha avuto contezza delle porcherie e contradizioni Istituzionali e che appena qualche settimana fa sono state liquidate da un collaboratore del suo ministero come “corrispondenza di pari tenore”; tra l’altro incaricati ed addetti proprio alla vigilanza ed ai controlli, ma nessuno dei quali, mi risulta, e per quanto di grave avvenuto sia stato rimosso o abbia anche solo fatto accenno a delle “doverose scuse” all’intera avvocatura prima ancora che allo scrivente per quanto dichiarato in un atto formale ed ufficiale della Repubblica (v. allegato con richiesta di destituzione del DG previdenza).

Le tante istanze non le replico neppure, ma le intendo qui per integralmente trascritte sempre in che qualcuno si azioni. Rinviando il medesimo Ministero e Ministro del Lavoro, che dice di essere dalla parte del Cittadino “e non dei corrotti”, e che allora gioco forza dovrebbe stare dalla parte della avvocatura irreprensibile anche quando economicamente in difficoltà, (...)"



Fonte: Ulisse Io | via Facebook |ITALIAOGGI







DI MAIO ALLA CAMERA SULLA PROFESSIONE DI AVVOCATO

"Ascoltate Bene Luigi Di Maio sulla professione di Avvocato." VIDEO





venerdì 14 dicembre 2018

POVERTA' IN ITALIA : «la povertà sta prevalendo in tutti i ceti sociali e metà dell’avvocatura è vicino alla soglia della povertà»

Immagine: Sullo sfondo è visibile una rete recintata per il felino




Dicembre 2018 | Avvocato Gabriella Filippone | Rassegna e commenti notizie


«Dobbiamo metterci in gioco, non dobbiamo aver paura di dire “facciamo politica”, non dobbiamo permettere a nessuno di giocare a dadi con il nostro Paese». Andrea Mascherin chiude così la sua lunga relazione “politica” per l’inaugurazione dell’anno giudiziario del Consiglio nazionale forense, di cui è il presidente, con questa sorta di chiamata alle armi. 

Fonte: Il Sole 24 ore




Vanna Renella Ma ad oggi la politica fatta dagli incapaci ci ha distrutti del tutto.



Vanna Renella Compresi i colleghi al governo sia in passato sia oggi.
Gestire



Gabriella Filippone     vedi l'ex ministro dell'interno, avvocato ed ex "capuzzello" di forza Italia

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Ulisse Io: E allora: la prima «verità» è che in Italia «la povertà sta prevalendo in tutti i ceti sociali e metà dell’avvocatura è vicino alla soglia della povertà» - Andrea Mascherin




Ulisse Io PERCHÉ MACRON SCOPRISSE I POVERI, C'È VOLUTA LA RIVOLTA DEI GILET GIALLI


Fonte: Facebook | Ulisse Io | Avvocati riformisti napoletani 










domenica 18 novembre 2018

L'AVV. PINCO PALLINO VERDE SCRIVE AL MINISTRO DEL LAVORO LUIGI DI MAIO


SOTTOTITOLO

Quis custodiet ipsos custodes? | Chi sorveglierà i sorveglianti?



Quis custodiet ipsos custodes? è una locuzione latina tratta dalla VI Satira di Giovenale, che letteralmente significa: «Chi sorveglierà i sorveglianti stessi?».

In un passo del dialogo La Repubblica del filosofo greco Platone si asserisce che i custodi dello Stato devono guardarsi dall'ubriachezza, per non avere essi stessi bisogno di esser sorvegliati.

Tra le sedici satire che compongono l'opera di Giovenale, la VI è forse la più nota per l'argomento: rappresenta un feroce attacco ai vizi delle donne romane e non, ricche e povere, nobili e plebee, tutte corrotte e depravate, e Messalina era una di queste. Il verso completo suona così:
(LA)
«Pone seram, cohibe, sed quis custodiet ipsos custodes? Cauta est et ab illis incipit uxor.»
(IT)
«Spranga la porta, impedisci di uscire, ma chi sorveglierà i sorveglianti? La moglie è astuta e comincerà da quelli.»
(Giovenale, Satire, VI, O31-O32)
Messalina è stata descritta dagli storici dell'epoca come una donna dissoluta e senza scrupoli, una donna dagli insaziabili appetiti sessuali, pronta a sbarazzarsi dei suoi avversari. Le fonti storiche a cui si fa riferimento in particolare: la VI delle Satire di Giovenale
Questo passo di Giovenale è ripreso da Alan Moore per il fumetto Watchmen ("i custodi", appunto), appare in una scena di Batman v Superman: Dawn of Justice ed è spesso citato nel romanzo bestseller Crypto di Dan Brown.

Valeria Messalina (Roma, 25 – Roma, 48) fu imperatrice consorte dell'imperatore Claudio, che aveva sposato quattordicenne per volere dell'imperatore Caligola. 
Messalina nacque in una famiglia patrizia imparentata con la casa Giulio-Claudia. Quando Caligola salì al trono, era già una delle donne più desiderate di Roma per la sua bellezza. Fu costretta dall'imperatore a sposare Claudio, un uomo più anziano di lei di trent'anni, balbuziente, zoppo e, al terzo matrimonio. Dopo la morte di Caligola, lei e suo marito Claudio furono eletti imperatori di Roma. Insieme al marito fece uccidere gli assassini di Caligola.
Giovane e inquieta, Messalina non amava molto la vita di corte; conduceva invece un'esistenza trasgressiva e sregolata. Di lei si raccontarono (e si narrano tuttora) le storie più squallide: che avesse imposto al marito di ordinare a tutti i giovani e bei sudditi di cederle, che avesse avuto relazioni incestuose con i fratelli, che si prostituisse nottetempo nei bordelli (postriboli) sotto il falso nome di Licisca dove, completamente depilata, gli occhi segnati da una mistura di antimonio e nerofumo, si offriva a marinai e gladiatori per qualche ora al giorno.[2]
Secondo il racconto di Plinio il Vecchio, una volta sfidò in gara la più celebre prostituta dell'epoca e la vinse nell'avere 25 concubitus (rapporti) in 24 ore. Fu proclamata invicta e, a detta di Giovenale, “lassata, viris nondum satiata, recessit” ("stanca, ma non sazia di uomini, smise").[3]
Se sapeva essere molto generosa con gli uomini che accondiscendevano ai suoi capricci, era anche pronta a far eliminare con facilità quanti non vi si prestavano. Dopo altre accertate relazioni adulterine Valeria Messalina si innamorò di Gaio Silio, marito di Giulia Silana. Gaio Silio ripudiò la moglie e divenne l'amante di Messalina e, mentre l'imperatore Claudio si trovava a Ostia, durante una festa dionisiaca a palazzo i due amanti mimarono il loro matrimonio nel 48 d.C.
Informato dal liberto Narciso, Claudio (forse timoroso che il rivale volesse succedergli sul trono) decretò la morte dei due amanti. Mentre Gaio Silio non oppose resistenza e chiese una morte rapida, Messalina si rifugiò negli "Horti Lucullani" (giardini di Lucullo) dove fu uccisa tramite soffocamento da un tribuno inviato dal liberto.
Fonte Wikipedia



Il complesso di Messalina corrisponde alla versione al femminile del complesso del Don Giovanni. La sua morte rappresenta uno dei primi episodi della storia di femminicidio.
Il comportamento di Messalina era tutt’altro che inusuale nella Roma Imperiale, era più che frequente, probabilmente l’accanimento contro la figura di Messalina deriva dal fatto che era piuttosto in vista come moglie dell’imperatore ed esponente della prestigiosa “Gens Iulia”.
Più che le sue storie di atrocità, fu la depravazione sessuale di Messalina  a renderla celebre sino ai giorni nostri ed oggetto di miti e leggende. Considerata come  la “prostituta imperiale”, descritta come una donna impudica e ninfomane, con un desiderio sessuale smisurato. Per lei il sesso era gioco, svago e provocazione.
Ciò che segnò la fine dell’esistenza trasgressiva di Messalina fu la sua relazione con Gaio Silio, il quale, per amore dell’imperatrice, giunse a ripudiare la moglie.
Con Gaio Silio, uomo bello, affascinante, intelligente (secondo le fonti dell’epoca) Messalina parve trovare pace e abbandonare il suo turbolento stile di vita, e i due amanti arrivarono a celebrare un “matrimonio”. L’amante insaziabile diventa una donna innamorata del suo uomo che abbandona  tutti i vizi desiderando un matrimonio che era la conferma ufficiale del suo amore.
Nessuno le aveva concesso il divorzio o la possibilità di scegliersi uno sposo, a quella notizia, per questioni di prestigio e di reputazione, l’imperatore Claudio condannò a morte entrambi gli amanti, Messalina fu uccisa per volere del marito.
La leggenda di Messalina sopravvive, oltre che nelle fonti antiche, anche attraverso numerosi film, serie tv, opere teatrali e letterarie, opere liriche e un fumetto erotico italiano degli anni Settanta,  a riprova del fascino controverso di quella che ancora oggi è considerata un’icona del vizio e della sregolatezza.
Parebbe più una giovane donna frustrata dagli eventi, insoddisfatta e costretta ad una scelta di vita imposta per rango, sposa di un uomo vecchio e storpio che non rispecchiava le visioni principesche di una giovanissima donna. Essa sviluppa dei diversivi e delle forme di svago per distogliersi dalle insoddisfazioni quotidiane, soprattutto con esse si ribella al sistema che l’aveva resa schiava e castrata coniugalmente. Il suo comportamento sembra dovuto al bisogno di compensare delle mancanze affettive che sessuali, infatti sembrano svanire, secondo la storia, quando si innamora del giovane Gaio Silio.

Viene fatta uccidere dal marito perché il rango ed il prestigio dell’imperatore non consentivano la possibilità ad una sua moglie di convolare a seconde nozze, l’omicidio di Messalina nasce da tale unico elemento, non fu determinante il fatto che tradisse il marito in modo tanto sconsiderato e visibile da chiunque.

***



Novembre 2018 | Avvocato Gabriella Filippone | Rassegna e commenti notizie 








Immagine per gentile concessione dell'autore: "Dal gatto dei mari a quello delle nevi è un attimo" | Autore e proprietà dell'immagine Vito Mantini



Il neretto, le immagini, i colori e gli spazi nel testo che segue rappresentano una scelta-opzione della redazione di questo blog per evidenziare taluni contenuti della pec inviata dell'Avvocato Silvio Ulisse.



"Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, On. Luigi Di Maio


Via Veneto 56

00187, Roma

segreteriaministro@pec.lavoro.gov.it



anche presso:

“Sala Auditorium del Nuovo Palazzo di Giustizia

Di Napoli, Piazza Porzio. Lunedì 19 novembre 

2018 – ore 11:30. Evento patrocinato: La

Carta dei diritti dei professionisti”;

mediante consegna brevi manu



e, p.c.

Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Napoli

Centro Direzionale, Piazza Coperta

80143, Napoli

segreteria@avvocatinapoli.legalmail.it



OGGETTO: QUIS CUSTODIET IPSOS CUSTODES?

* * *



Sig. Ministro del Lavoro,



Faccio seguito ad ogni mia comunicazione e denuncia, comprese quelle fatte ai suoi predecessori ed ancora in attesa di provvedimenti, nonché alla mia breve replica alle gravi dichiarazioni contenute nella nota Prot. n. 10191 del 31/08/2018 del Direttore Generale per le politiche previdenziali, che si allega in calce, per domandarle quanto segue:



- Perché non fa pubblicare in G.U. il Regolamento investimenti per le Casse di previdenza?



- Perché non procede alla unificazione delle Casse dei professionisti in una unica Cassa previdenziale o, ancor meglio, perseguendo “il migliore interesse” dei cittadini, all’accorpamento all'Inps, prima che salti tutto in aria?



- Lo sa che per avere denunciato il sistema Casse sono stato citato dall’Ente di Previdenza ed Assistenza Forense con una richiesta di danni di 50 mila euro?



burnout in inglese significa "bruciarsi"



Lei è intervenuto in difesa persino di poche decine di lavoratori – come giusto e doveroso che sia – poiché messi sulla strada da aziende senza più scrupoli in un sistema che oramai tratta sempre più le Persone come merce; tuttavia, anche lei, resta indifferente, e “sembra” non accorgersi, di quanto accade nel comparto forense in danno di decine di migliaia di Colleghi e le loro famiglie. Perché?

Questo malgrado un danno erariale già certo, concreto ed attuale, con cui, prima o poi, se non lei uno dei suoi successori, dovrà in ogni caso fare i conti. E saranno numeri amari per l’intero Paese. 

Problematiche che la buona politica può ancora risolvere agevolmente con interventi praticamente a costo zero e addirittura apportando vantaggi per l'intera economia.

Al momento, però, non solo viene disattesa l'efficienza del servizio previdenziale ed assistenziale in relazione alle esigenze degli utenti e lo stesso viene gestito in contrasto con le linee di sviluppo dell'economia nazionale nel silenzio colpevole di vigilanti e controllori. Ma si continua a discriminare, “illecitamente”, coloro i quali si dedicano alla funzione sociale forense ex art. 4 Cost., sulla base del censo e della forza economico reddituale piuttosto che su quella dell’esercizio legittimo ed ossequioso del lavoro funzione medesimo che non è assolutamente correlato/a al mero dato economico ma al “vantaggio sociale”. 

Ad ogni buon conto, ora senza dilungarmi ulteriormente, ma restando a disposizione per qualsiasi informazione e/o chiarimento nonché in attesa di un cortese riscontro o, ancor meglio, di un “ravvedimento solerte” da parte delle Istituzioni che lei rappresenta, porgo i miei più,

Cordiali Saluti.

Pisellinolandia, addì 17 Novembre 2018. 

Avv. Pisellino Verde
“Inviata a mezzo P.e.c. la firma è apposta digitalmente ad ogni effetto di legge.”


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