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mercoledì 26 agosto 2020

Pietro BISANTI: "Suicidi e omicidi indotti dagli psicofarmaci?" I media non lo dicono, nascondono che spesso dietro il fatto di cronaca c'è L'ASSUNZIONE abituale di PSICOFARMACI



Pietro BISANTI: "Suicidi e omicidi indotti dagli psicofarmaci?" I media  non lo dicono, nascondono  che  spesso  dietro il fatto di cronaca c'è L'ASSUNZIONE abituale di  PSICOFARMACI


I MEDIA NON LO DICONO CHE SPESSO DIETRO AI SUICIDI  C'E' L'ASSUNZIONE ABITUALE DI PSICOFARMACI




Il libro di Pietro Bisanti: ASSASSINI IN PILLOLE LA PSICHIATRIA MODERNA VISTA CON GLI OCCHI DI UN CARABINIERE



Testo utile e interessante, scritto in modo chiaro e diretto, in modo semplice e scorrevole, a suo modo piacevole. Scritto senza dover dar conto a nessun business, nessun protocollo, nessuna forma di potere medico. Da leggere come strumento educativo, una guida per vivere la vita in modo sano e naturale, per accrescere lo stato di salute di questa società "drogata" di farmaci". Pietro Bisanti con questo libro ci ricorda che ogni persona è medico di se stesso, che bisogna  trovare un modo per uscire dal tunnel delle varie dipendenze, dai farmaci al cibo dannoso che ci propone l'industria oggi. 




Agosto 2020 | Avvocato Gabriella Filippone | Rassegna notizie on line e pensieri e riflessioni miei o  altrui |



La rassegna stampa è una sintesi e fornisce i riferimenti dell'articolo o altro materiale (testata, autore, titolo)  











Suicidi e omicidi indotti dagli psicofarmaci? Intervista a Pietro Bisanti BN PODCAST


Uno stralcio iniziale dell'intervista. Si consiglia l'ascolto dell'intera intervista. 



Pietro Bisanti: "Man mano che gli anni lavorativi passavano, man mano che facevo delle esperienze sul campo molto particolari, ho fondamentalmente cominciato a chiedermi il perché  ogni giorno io dovessi avere a che fare nella mia professione con la psichiatria e mi sono chiesto ogni giorno la motivazione per cui il 99,9 per cento delle persone che incontravo, passatemi il termine, fuori di testa,  aveva avuto o aveva in qualche modo a che fare con la psichiatria. 

Diciamo che il raffronto più profondo è stato quando io ho cominciato a studiare una correlazione tra tutte  le persone che vedevo suicidarsi, quindi tutte le volte che io intervenivo su dei suicidi,   ho cominciato a fare la correlazione tra il modo in cui le persone si suicidavano  e determinati classi di psicofarmaci che io puntualmente trovavo negli armadietti delle persone e parlo in particolare degli SSRI che sono una classe di antidepressivi che sono denominati  selettori della ricaptazione della serotonina che hanno come capostipite  il famosissimo  Prozac,  cioè la pillola della felicità, nato in America molti e molti anni fa, e pubblicizzato come la risoluzione di tutti i problemi mentali degli americani e quindi ho cominciato a fare questa questa correlazione. 




Prozac+ - Occhi a Spillo






Dato che la percentuale non dico che sia del 100 per cento perché non mi permetterei ma di dire che le persone si suicidano solo ed esclusivamente a seguito dell' assunzione di psicofarmaci,  ma quello di cui mi sono accorto è che  l'instabilità delle persone, tutte le volte che avevo a che fare a con persone o che si suicidavano o che mostravano segni di instabilità,  in un modo o nell'altro  o erano stati in cura o erano sotto cura o avevano dismesso da poco le cure.

Questo unito alla marea  di TSO a cui ho dovuto partecipare in cui mi accorgevo  che fondamentalmente nel momento in cui  si accompagnavano le persone nei reparti di psichiatria degli ospedali dei pronti soccorsi, fondamentalmente la prassi era sempre la stessa, cioè non c'era nessun tipo di analisi, ma nessun tipo neanche di colloquio con la persona,  ma fondamentalmente  il modus operandi   era semplicemente quello sottoporre la persona  a trattamento di tipo farmacologico. 

E dato che queste  persone avevano a che fare con me ciclicamente perché ogni volta che uscivano dagli ospedali diventava poi non più un problema di ordine psichiatrico ma un problema di ordine pubblico,    mi accorgevo  di come   ripetutamente le stesse persone magari in cura da venti, trentanni erano sempre sospese nella stessa condizione di salute se non assolutamente peggiorata.  Persone che poi io ho visto trasformarsi  nel corso degli anni. 

Gli psicofarmaci  penso siano le medicine,  dopo la chemioterapia, che imbruttiscono di più anche proprio fisicamente il nostro involucro.  Tutto questo mi ha portato a ragionare e a capire molte cose."

Fonte: Border Night | "Suicidi e omicidi indotti dagli psicofarmaci?"  | Intervista a Pietro Bisanti







 







Marasciallo dei carabinieri Pietro Bisanti - il pericolo dei psicofarmaci


Video pubblicato da SPIRITUALITA' E SALUTE su You Tube il 5 settembre 2019

Blog di Pietro Bisanti: https://pietrobisanti.blogspot.com/






Da WIKIPEDIA:

Gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, noti anche con la sigla abbreviata SSRI,[N 1] sono una classe di psicofarmaci che rientrano nell'ambito degli antidepressivi.



Sindrome da sospensione

In concomitanza con la sospensione dell'assunzione di un SSRI, per cessazione della terapia o passaggio ad altro farmaco, sono stati riscontrati nei pazienti diversi sintomi quali vertigini, astenia, sensazione di scossa alla testa (brain-zaps), sintomi simil influenzali ma anche sintomi che ricalcano la malattia trattata, quali ansia, agitazione, insonnia. Si tratta della sindrome da astinenza da antidepressivi. Tali sintomi sono di norma lievi e autolimitanti e possono essere ridotti con una sospensione graduale del farmaco. Tendono generalmente a risolversi nel giro di qualche settimana e possono essere ridotti diminuendo gradualmente la dose di farmaco.
L’SSRI che più è incline a dare sindromi da sospensioni è la paroxetina. In alcuni rari casi i sintomi da sospensione si sono protratti per oltre un anno dopo la sospensione del farmaco.


Rischio di suicidio

Bambini ed adolescenti

Meta analisi di studi clinici randomizzati hanno dimostrato che l'uso di antidepressivi SSRI è collegato ad un aumentato rischio di ideazioni suicidarie in bambini ed adolescenti; in particolare una revisione di studi clinici condotta nel 2004 dalla FDA ha trovato un aumento del rischio di "possibili ideazioni suicidarie e comportamento suicidario" dell'80% e di agitazione e comportamenti ostili del 130% in particolare nei primi mesi di trattamento.

Adulti

Negli adulti sopra i 25 anni non sembrano esserci evidenze di un aumentato rischio di comportamenti ed ideazioni suicidarie legate all'uso di SSRI. L'attenta valutazione e il continuo controllo del paziente da parte dello specialista sono però consigliati.

Gravidanza e allattamento

L'uso di SSRI in gravidanza è associato ad un aumento del tasso di aborti spontanei del 70% e ad un generale aumento della possibilità di parto pre termine. Una analisi sistematica di studi ha evidenziato come l'assunzione di SSRI in gravidanza porti ad un aumento del rischio di malformazioni del feto comprese tra il 3% ed il 24%, mentre non ha trovato evidenze di un aumento del rischio di difetti cardiovascolari.
Raramente i neonati la cui madre ha assunto un SSRI specie negli utlmi mesi di gravidanza, possono soffrire di Ipertensione Polmonare Persistente, una sindrome che causa un anomalo aumento della pressione sanguigna nei vasi polmonari del neonato con conseguente diminuzione dell'efficienza di ossigenazione. Questa condizione è associata con un aumento del 25% dei casi di deficit neurologico a lungo termine.
I neonati di madri che assumevano SSRI nel corso della gravidanza possono soffrire di una forma di sindrome di astinenza che consiste in una serie di sintomi neurologici, gastrointestinali, respiratori ed endocrini che tendono a risolversi autonomamente nel giro di qualche giorno..
Secondo una review di studi del 2015 ci sono indicazioni di come l'esposizione del feto ad un SSRI possa portare ad un aumentato rischio di autismo[81] mentre uno studio del 2016 indica come ci sia un aumento dei casi di depressione negli adolescenti.[82] Studi su animali hanno trovato che l'esposizione prenatale ad un SSRI altera il comportamento sessuale nella prole, tuttavia non è noto se tali risultati possono essere traslati all'uomo. Altri studi hanno messo in evidenza anomalie nello sviluppo cerebrale dei neonati le cui madri avevano assunto SSRI.
L'attuale letteratura medica considera alcuni SSRI, come sertralina e paroxetina, sicuri durante l'allattamento.

Diabete

La somministrazione di un SSRI può influenzare il controllo glicemico. L'aumento del tono serotoninergico indotto dall'antidepressivo, infatti, sembrerebbe aumentare la secrezione e la sensibilità all'insulina. Con fluoxetina si è osservata ipoglicemia durante la terapia e iperglicemia alla sospensione del trattamento. Il dosaggio dei farmaci antidiabetici (ipoglicemizzanti orali e insulina) potrebbe, quindi, richiedere un aggiustamento.

Iponatriemia

Gli SSRI possono indurre iponatriemia (valore medio di 120 mmoli/L) con un aumento del rischio di 3,5 volte. Nella maggior parte dei pazienti tale effetto si manifesta durante il primo mese di terapia; il rischio è maggiore nelle donne anziane e nei pazienti in terapia con diuretici. L'iponatriemia si manifesta con confusione, convulsioni, senso di fatica, delirio, sincope, sonnolenza, agitazione, vertigini, allucinazioni e, più raramente, con aggressività, disturbi della personalità e depersonalizzazione. La comparsa di sintomi neuropsichiatrici durante il primo mese di trattamento deve di conseguenza suggerire la misurazione degli elettroliti serici.

Prolungamento dell'intervallo QTc.

Poiché il citalopram può prolungare l'intervallo QTc, si raccomanda cautela in caso di pazienti con prolungamento congenito dell'intervallo QTc oppure in caso di associazioni farmacologiche con farmaci noti per prolungare l'intervallo QTc. L'associazione degli antidepressivi con antipsicotici aumenta il rischio di prolungamento dell'intervallo QTc.

Osteoporosi

Durante l'assunzione di SSRI si è osservato un aumento del rischio di fratture (50% circa di rischio in più nel corso di 10 anni) sia in pazienti psichiatrici che non, e che ciò era dovuto ad una diminuzione della densità ossea. Dato l'incremento delle prescrizioni anche in donne post-menopausa per la cura delle vampate di calore, si richiede un particolare monitoraggio specie in questa classe di pazienti per l'aumentata incidenza di osteoporosi (circa 30% nell'arco di 10 anni).

Altri effetti collaterali sospetti.

Secondo una meta-analisi di studi, condotta da un team della Mc Master University, pubblicata sulla rivista Psychotherapy and Psychosomatics nel 2017, l'assunzione di antidepressivi SSRI è associata ad un incremento della probabilità di morte per qualsiasi causa del 33% nella popolazione senza precedenti fattori di rischio (come patologie cardiovascolari o metaboliche). Tuttavia nei soggetti con tali fattori di rischio, l'aumento della probabilità di morte non è significativo. Ciò si crede sia dovuto tra l'altro alla capacità di questi farmaci di influenzare la viscosità ematica che, mentre nei soggetti con patologie cardiovascolari può avere un effetto benefico, in quelli sani può essere dannoso. Un altro studio indicherebbe che l'uso di antidepressivi serotoninergici è legato ad un maggiore rischio di valvulopatie, probabilmente a causa della stimolazione del recettore 5HT2B.
Negli ultimi anni si è aperto un dibattito circa la possibile incidenza della somministrazione di antidepressivi sul rischio di sviluppare demenza.

Lista di SSRI

Le sei principali molecole appartenenti alla categoria dei farmaci SSRI sono:


Fonte: Wikipedia







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PSICOFARMACI: LA LOGICA BATTE LE LAUREE




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Elisabetta Imelio


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Elisabetta Imelio
Prozac+.jpg
Elisabetta Imelio (destra) con gli altri membri dei Prozac+ nel 1998
NazionalitàItalia Italia
GenerePop punk
Punk rock
Rock alternativo
Periodo di attività musicale1995 – 2020
GruppiProzac+, Sick Tamburo
Album10
Studio10
5 con i Prozac+
5 con i Sick Tamburo
Elisabetta Imelio, nota anche con lo pseudonimo di Boom Girl (Pordenone, 22 novembre 1975 – Aviano, 29 febbraio 2020, è stata una musicista e cantante italiana.

Carriera

Dal 1995 fece parte dei Prozac+ come bassista. Ottenne molta notorietà nel 1998 assieme alla band con l'album Acido Acida; nel 1997 gli Afterhours le dedicarono un brano dall'album Hai paura del buio?, intitolato Elymania.
Dopo lo scioglimento dei Prozac+, nel 2007, assieme al chitarrista del gruppo, Gian Maria Accusani, creò i Sick Tamburo di cui è stata la cantante. È con i Sick Tamburo che ha realizzato il progetto benefico che ha visto la pubblicazione della nuova versione del brano La fine della chemio (2015) scritto per lei da Gian Maria Accusani per darle forza durante uno dei periodi più difficili della sua vita. Il pezzo, cantato nella nuova versione (2017) da vari artisti tra cui Manuel Agnelli (ex Afterhours), Jovanotti, Lo Stato Sociale, Tre Allegri Ragazzi Morti, Meg, Elisa, è stato diffuso per raccogliere fondi da dedicare all'Associazione di canottaggio Le Donne in Rosa (costituito da donne operate di cancro) di cui Elisabetta faceva parte.

Morte

È morta il 29 febbraio 2020 al Centro di Riferimento Oncologico di Aviano all'età di 44 anni, dopo una lunga battaglia contro un tumore mammario, andato dapprima in remissione, ma poi metastatizzato a livello epatico.













Bisturi e cocaina: oltre 40mila medici coinvolti

Dalla sala operatoria al pronto soccorso. Il dieci per cento dei medici ha problemi di droga e alcol. La fatica e i turni più lunghi aggravano il problema. A Torino è nato un centro per far fronte alla situazione

Droghe e alcol negli ospedali italiani sono molto più diffusi di quanto si pensi, il problema sembra in aumento con i turni massacranti ai quali sono sottoposti i medici dopo il blocco delle assunzioni e i tagli alla sanità.

I più colpiti dalle dipendenze sono chirurghi, anestesisti, medici di pronto soccorso, psichiatri e ginecologi.
In Germania, il medico Kalus Lieb in uno studio condotto a Magonza ha scoperto che un chirurgo su cinque assumeva sostanze psicoattive legali o illegali, mentre il 15% consumava antidepressivi.


Fonte: L'inchiesta/




Sindrome di Burnout nei medici 

Il burnout influenza tutta la vita di una persona – non c’è più niente che funzioni. È lo psicoanalista Herbert Freudenberger (1927-1999)che nel 1974 ha coniato il termine “burn out” per la prima volta. Chi risulta “bruciato” (letteralmente Burn-out) è cinico, isolato e incapace di funzionare in modo efficace. E ciò può avere conseguenze particolarmente gravi specie per quanto riguarda la professione medica.

I medici spesso effettuano turni di lavoro la cui durata è imprevedibile. Lavorano con pazienti gravemente malati e con i loro familiari preoccupati. Spesso hanno pochissimo spazio da dedicare alla propria vita privata. I tempi di lavoro molto lunghi sono correlati al tasso di sindrome di burnout negli internisti, nei medici di medicina generale, nei medici di cure palliative, nei giovani medici e nei radiologi. Inoltre, i medici ospedalieri spesso sono giovani e inesperti, fattore che contribuisce ad aumentare lo stress. A questo si aggiungono le pressioni ricevute dall’alto dettate dalle potenti gerarchie ospedaliere. Gli studi hanno dimostrato che i medici più giovani soffrono più spesso di burnout rispetto a quelli più vecchi proprio a causa della loro inesperienza.

Fonte: DockCheckNews

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