
Helena Norberg-Hodge è pioniera del movimento a favore dell'economia locale:
"Un antidoto a ingiustizia e infelicità. "Bisogna produrre con ritmi più umani: ai nostri figli imponiamo una cultura stressante e consumista."
Ottobre 2018 | Avvocato Gabriella Filippone | Rassegna e commenti notizie on line
L' economia della felicità. La rinascita delle economie locali per una società più giusta
Helena Norberg-Hodge
Descrizione
"Sempre più insoddisfatti in una società pervasa dalla disoccupazione e dall'incertezza: le storture della globalizzazione, che aveva promesso un benessere e una felicità di massa, sono sempre più visibili. Anche se oggi tutto sembra compromesso, esistono altre vie. In ogni parte del mondo, persone comuni sono impegnate nella realizzazione di nuovi modelli di impresa e di economia in grado di rispondere ai bisogni reali della gente, rispettare l'ambiente e la dignità dei lavoratori e allo stesso tempo valorizzare le produzioni locali. L'economia della felicità, come viene definita dall'attivista Helena Norberg-Hodge, non è un sogno e neppure uno slogan, ma un percorso per raggiungere l'equità sociale e la sostenibilità ambientale. Dal cibo biologico a km zero agli istituti bancari etici, dai fornitori di energia elettrica condivisa ai media di comunità, dall'istruzione e le medicine non convenzionali fino ad arrivare all'abitare partecipativo, il libro comprende approfondimenti sulle più significative esperienze italiane, certamente utili a chi vuole acquisire maggiore consapevolezza e partecipare alla costruzione di una nuova umanità." (Fonte)
L'Economia della Felicità - trailer italiano
“Aziende multinazionali come Amazon, Google, Facebook e molte altre, operano fuori da ogni controllo nazionale, esercitando un potere troppo forte sui nostri governi e sulle nostre società, tragicamente sottomettessi alla loro influenza. Queste aziende hanno la libertà di muoversi come vogliono dentro le nostre economie locali, non rendono conto a nessuno e il loro impatto sulla democrazia e l’ambiente è largamente ignorato. Infine, non pagano le tasse, mentre il commercio nazionale e locale è oppresso dalle imposte. Ecco perché sono più ricche e potenti degli stati nazione.
Ed è un problema democratico enorme”.