lunedì 22 maggio 2017

Caparra confirmataria: funzione e limiti | il contratto di banqueting



Articolo 1385 Codice Civile

Caparra confirmatoria




Immagine: portastendardo | via Wikipedia 

"Se al momento della conclusione del contratto [1326 ss.] una parte dà all'altra, a titolo di caparra, una somma di danaro o una quantità di altre cose fungibili, la caparra, in caso di adempimento, deve essere restituita o imputata alla prestazione dovuta.

Se la parte che ha dato la caparra è inadempiente, l'altra può recedere dal contratto, ritenendo la caparra; se inadempiente è invece la parte che l'ha ricevuta, l'altra può recedere dal contratto ed esigere il doppio della caparra.

Se però la parte che non è inadempiente preferisce domandare l'esecuzione o la risoluzione del contratto, il risarcimento del danno è regolato dalle norme generali"



La caparra confirmatoria è espressione di una prassi antica, consistente nel consegnare un bene a dimostrazione della serietà dell'impegno assunto.
La norma ne regola l'operatività.



Triplice funzione della caparra confirmatoria: di conferma del contratto, di anticipo della prestazione, di indennizzo preventivo per l'inadempimento, o per il ritardo.



Maggio 2017 | Avvocato Gabriella Filippone | Rassegna stampa notizie on line |







L'art. 1385 cumula le tre funzioni. Le funzioni principali sono quelle di acconto e di indennizzo.

Nulla vieta alle parti di attribuire alla caparra una soltanto delle funzioni indicate, quando lo pattuiscano espressamente.   Una caparra voluta senza funzione di indennizzo prende di solito il nome di acconto, ma può essere anche chiamata caparra, con un nome inesatto, se le parti, nonostante il nome, hanno chiarito che intesero pattuire soltanto un anticipo. Se invece le parti parlano soltanto di acconto, e non risulta che vogliano altro, ogni funzione di indennizzo è esclusa.
La caparra attiene alla conclusione, alla esecuzione del contratto.

La caparra deve essere data alla parte. Se è data ad un terzo non è caparra, ma deposito cauzionale.





Cass. n. 6217/1981
Anche in caso di risoluzione del contratto, il diritto del contraente non inadempiente di trattenere la caparra confirmataria fino alla liqui­dazione dei danni pretesi, comporta l'onere di provare i danni medesimi, secondo i principi generali. In difetto di una tale prova, la funzione di garanzia della caparra si esaurisce, ed ancorché sia stata pronunciata la risoluzione del contratto per colpa dell'altro contraente la caparra stessa deve essere restituita.
Cass. n. 3833/1977
Nel dubbio se la somma di denaro sia stata versata a titolo di acconto sul prezzo o a titolo di caparra, si deve ritenere che il versamento è avvenuto a titolo di acconto sul prezzo.
Cass. n. 1168/2004                                                                                                                                                         
Non sono richieste formule particolari, né una sottoscrizione apposita delle parti, qualora lo stesso sia inserito nelle clausole generali del contratto, poiché non ha natura vessatoria.

È necessario tuttavia che l'accordo tra le parti sia esteriorizzato: affinché il patto relativo alla dazione di una somma di danaro (o di una quantità di cose fungibili) sia qualificato come caparra confirmataria occorre una formulazione espressa, configurandosi altrimenti un mero acconto della prestazione (Cass. n. 3833/1977).













Immagine di proprietà di Gabriella Filppone | Ripari di Giobbe 

Differenza tra caparra penitenziale e caparra confirmatoria



La caparra confirmatoria (art. 1385 c.c.) è più frequente e corrisponde alla antica consuetudine di consegnare una somma di denaro a conferma del vincolo assunto. 

Se la parte che ha concesso la caparra si rende inadempiente, l'altra parte può recedere dal contratto e trattenere la caparra.



Se inadempiente è la parte che ha ricevuto la caparra, l'altra parte può recedere e richiedere il doppio di quanto versato. E' una facoltà concessa all'interessato che può insistere per l'adempimento, e richiedere il risarcimento per l'ulteriore danno.

Diversa è la caparra penitenziale (art. 1386 c.c.): è il corrispettivo del diritto di recesso, convenzionalmente stabilito. Chi recede deve dare all'altra parte quanto pattuito a titolo di caparra penitenziale e l'altra parte non potrà chiedere altro.



Fonte: Brocardi.it 







Immagine: Banchetto nuziale | via Wikipedia
Il pranzo di matrimonio e l'anticipo o la caparra per la prenotazione del ristorante

Differenza tra acconto e caparra confirmatoria 

L’acconto, o anticipo, è solo una parte del prezzo dovuto per la controprestazione che viene versato prima del tempo dovuto. L'acconto, a differenza della caparra, non è un indennizzo versato per l’inadempimento, consiste unicamente in un anticipo sul pagamento del prezzo, consegnato per rafforzare la propria intenzione di acquisto. Se il contratto non si conclude l’acconto va restituito, indipendentemente dalla responsabilità delle parti.


Spesso i locali ci giocano per avere maggiore tutela. L'acconto e' solo una promessa di contratto, mentre la caparra e' un somma versata a tutela economica in caso di eventuale ripensamenti e non prevede la restituzione. L'acconto puo' essere restituito, la caparra no. Senza un contratto ben definito si è versato un acconto per fissare la data; si e' liberi di annullare il banchetto o cambiare location e farsi restituire l'acconto.





Casistica

"Lo scorso dicembre ho versato un acconto di 2000 euro presso il ristorante dove volevo organizzare il matrimonio (fissato per agosto). Ho firmato un contratto (dettagli su data del pranzo e persone) dove ritenevo di versare la cifra come acconto. Ho deciso, nel mese di maggio, di cancellare la prenotazione avvisando via mail i proprietari (sapevo che la 'colpa' era mia e non ho insistito per avere indietro l'importo nella sua interezza).
Ora, a mesi di distanza, il proprietario mi contatta chiedendomi di firmare una raccomandata di disdetta, come richiesto loro dal commercialista. 
Il documento che ricevo pochi giorni dopo, e che mi viene chiesto di firmare, dice che il pranzo e' annullato e che la caparra non sarà restituita. 
Vorrei poter riavere quei soldi visto che il ristorante non ha avuto nessun danno. Legalmente ho diritto a riavere la mia somma di denaro?"

"Volevo avere alcune informazioni su quanto i ristoranti possono richiedere di caparra per la prenotazione della sala! Mi sposo tra un anno e mezzo ed un ristorante mi ha richiesto piu' di € 1.000,00 di caparra, mi sembra un poco esagerato perché da qui ad un anno e mezzo può succedere di tutto è assurdo che poi io ci vada a perdere così tanti soldi (ovviamente uno spera che non succeda nulla)."

"E' proprio per questo che il ristorante si tutela! La trovo una cosa congrua (anche i ristoratori talora prendono dei bei bidoni, non solo gli sposi...)."

"Alla firma del contratto versi una caparra che si chiama appunto "confirmatoria". A me hanno chiesto tutti il 20% del totale, quindi 1000 mi sembra anche poco... "


"4 anni fa ho versato mille euro di caparra. A me sembra una cifra congrua, dopotutto il ristoratore tiene riservato l'intero ristorante o quasi, se tu cambi idea lui può perdere un'intera giornata di lavoro"

"Versai sui 900€ come caparra. Le altre location mi chiesero più o meno la stessa cifra. Si, non è poco, ma loro hanno ragione a tutelarsi... forse potremmo discutere il tempo di disdetta : la mia location mi dava un tempo molto largo x disdire, dopo avrei perso tutta la caparra versata."

"Gli acconti sono un rischio. Se il ristorante fallisce, tu perdi l'acconto e devi metterti in fila fuori dal tribunale x riavere i tuoi soldi (probabile che non li rivedrai più) e cercarti una nuova location. E questa cosa, in termini generali, non solo di ristoranti, è facile che accada e se va storto qualcosa, avere ancora tanti soldi da pagare significa per i "creditori", avere sempre il coltello dalla parte del manico."

"Dipende se e' una societa' oppure una ditta individuale.
Se la societa' fallisce e non ha capitale perdi comunque."

"... C
i ripensiamo, ed esigo di fermare tutto. Ovviamente non vogliono restituirmi i soldi. Invio allora raccomandata con ricevuta di ritorno in cui annullo tutto e chiedo la restituzione dei soldi. Che altro posso fare?"


"Non c'è motivo per cui loro siano tenuti a restituirti la caparra.Tu hai deciso, unilateralmente, di recedere dal contratto. Loro al momento non sembrano inadempienti, perché dovrebbero restituirti i soldi? Se le cose stanno come dici tu, non c'è altro da fare, non hai nemmeno motivo di riaverli."


"Non ho firmato un contratto, ma solo la ricevuta di questa caparra. Ho paura che a loro interessi solo svuotare i soldi dei clienti il più possibile, altrimenti non si sarebbero comportati in questo modo se avessero cara la figura del cliente. Purtroppo non conoscevo l'istituto della caparra confirmatoria."

"I contratti non necessitano per forza della forma scritta; anzi, lastragrande maggior parte di quelli che stipuliamo ogni giorno sono conclusi in forma orale o per comportamenti concludenti  (es.: chiamo in pizzeria e ordino una pizza a domicilio)."

"Non ho capito dove sta scritto che le somme che hai versato erano una caparra o una caparra confiramatoria! Considera che parte della giurisprudenza per l'applicabilità della norma dell'art. 1385 c.c. pretende che la somma sia qualificata quale caparra e che sia specificato quali siano le conseguenza dell'eventuale recesso!
Scusa se te lo dico ma forse le parole truffa e truffatore ricorrono forse troppo spesso nei tuoi post e senza nessuna ragione! Ricordati che sei stato tu a chiedere la prestazione e sempre tu a versare le somme e poi, improvvisamente, sempre tu a cambiare idea! Il contratto per quanto verbale ha tra le parti forza di legge, salvo possibilità di recesso od il mutuo dissenso."


Fonti: Matrimonio.it | Narkive.it






Immagine: Arco de Caparra | Foto di un monumento indicizzato nel registro delle eredità spagnola di Bienes de Interés culturale | via Wikimedia Commons |  Autore: Ángel M. Felicísimo
























Caparra o acconto? 

La domanda: A dicembre 2016 abbiamo versato ad un ristorante, in contanti, la somma di 2.000 euro, alla stipula di un contratto di banqueting (con indicate nelle modalità di pagamento: caparra confirmataria), ed in seguito abbiamo versato, come richiestoci in contratto,  altri 4.500 euro con assegno, per quello che ritenevamo un acconto per un pranzo di nozze (spesa preventivata di circa 15.000 euro).  A maggio abbiamo disdetto e richiesto la restituzione della sola somma di 4.500 euro, rinunciando ai 2000 euro, ma senza esito. Dopo aver lungamente sollecitato una ricevuta che comprovasse il nostro esborso abbiamo ricevuto una fattura con indicato "caparra confirmatoria". Ovviamente, non era nostra intenzione lasciare una caparra così importante



Risposta:



L'art. 1385 del c.c. stabilisce che se alla conclusione del contratto una parte dà all'altra, a titolo di caparra, una somma di danaro o una quantità di altre cose fungibili, la caparra:

- in caso di adempimento, deve essere restituita o imputata alla prestazione dovuta, alla stregua di una anticipazione;

- in caso di inadempimento della parte che ha dato la caparra, l'altra può recedere dal contratto, ritenendo la caparra;


in caso di inadempimento della parte che l'ha ricevuta, l'altra può recedere dal contratto ed esigere il doppio della caparra.

La parte che non è inadempiente può comunque sempre preferire l'esecuzione o la risoluzione del contratto, ottenendo il risarcimento del danno secondo le norme generali.

La caparra ha funzione deflattiva di liquidazione stragiudiziale: le parti vanno a predeterminare il costo del loro recesso, in caso di inadempimento della controparte.

Al contrario, con l'azione per il risarcimento, la parte sopporta il rischio dell'incertezza dell'esito giudiziale, ma può ottenere un maggiore ristoro.


Occorre capire come deve essere qualificato il bonifico bancario che è stato fatto versato. Perché dia diritto alla ritenzione della somma occorrerebbe poterlo "targare" come caparra confirmatoria e non, invece, come acconto sul prezzo. Necessario analizzare il contratto e lo scambio mail e vedere se emerge qualcosa di preciso.















Giuridica News | Avv. Gabriella Filippone


La rassegna stampa è una sintesi e fornisce i riferimenti dell'articolo (testata, autore, titolo) per reperire sul quotidiano o altra fonte l'articolo completo.Si declina ogni responsabilità per errori od omissioni, nonché per un utilizzo improprio delle immagini o non aggiornato delle notizie e delle informazioni.






Argomenti che ti potrebbero interessare:
















Nessun commento:

Posta un commento

Lascia un commento

live traffic settimanale