mercoledì 28 marzo 2018

STALKING AGGRAVATO DALLA RELAZIONE AFFETTIVA


STALKING E RELAZIONI AFFETTIVE


“Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un profondo timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.
La pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa ovvero se il fatto è commesso attraverso strumenti informatici o telematici.
La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero con armi o da persona travisata.
Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. La remissione della querela può essere soltanto processuale. La querela è comunque irrevocabile se il fatto è stato commesso mediante minacce reiterate nei modi di cui all’articolo 612, secondo comma. Si procede tuttavia d’ufficio se il fatto è commesso nei confronti di un minore o di una persona con disabilità di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonché quando il fatto è commesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio”.


Marzo  2018 | Avvocato Gabriella Filippone |

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La Corte di Cassazione penale, sezione V, con la sentenza del 31 marzo 2017 n. 16205 ha precisato che si può ravvisare lo stalking anche se la persecuzione dura un solo giorno

È configurabile il delitto di atti persecutori anche nel caso in cui le condotte reiterate di molestia o di minaccia si verifichino in un breve lasso temporale, come quello di una sola giornata: ciò è quanto emerge dalla sentenza n. 16205 del 31 marzo 2017 della Corte di Cassazione penale.

Fonte: Studio Legale Busetti





Puoi vedere sull'argomento:

Atti persecutori: richieste troppo pressanti dell'ex per vedere la figlia. Marito condannato per stalking




Dicembre 2013 | Avvocato Gabriella Filippone |
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Richieste pressanti, troppo pressanti per vedere la figlia, telefonate continue... Marito condannato per stalking.
Destinataria dei messaggi e delle telefonate è la moglie. Obiettivo dell’uomo è riuscire a vedere e sentire più spesso la figlia.

Comportamenti di questo tipo di solito producono l'effetto contrario, generando fastidio anche nei figli, divenuti oggetti di pressanti attenzioni e che spesso portano al rifiuto, da parte degli stessi, del genitore cronicamente assillante. Sappiamo bene anche che non si può costringere un figlio a relazionarsi con un genitore se il minore da chiari segnali  di rifiuto e malessere al riguardo.

http://www.datamanager.it/sites/default/files/imagecache/node_full_view/Garante_privacy_chiamata_call_center_muta_stalking.jpg
Foto: http://www.datamanager.it/sites/default/files/imagecache/node_full_view/Garante_privacy_chiamata_call_center_muta_stalking.jpgAggiungi didascalia


Nel caso esaminato dalla Corte si è rilevato che il  comportamento persecutorio del marito ha ottenuto l’effetto di provocare ansia e timore nella donna, esasperazione, stress, come testimoniato dalla presentazione di tre querele in tre mesi.

(Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza n. 48755 del 5 dicembre 2013)













Puoi vedere sull'argomento:

Femminicidio: bisognerebbe riconoscere lo stato di emergenza (Barbara Alberti)

Articolo di Flavia Piccinini


Dicembre 2017 | Avvocato Gabriella Filippone |

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L'intervista con Barbara Alberti: una donna che nel corso della sua vita è stata, ed è tuttora, scrittrice, sceneggiatrice, drammaturga, giornalista, conduttrice radiotelevisiva e opinionista. Magrissima, con degli occhi che sono spilli, un viso sottile.

"Ha definito le pene per chi stupra ridicole. Quale sarebbe secondo lei una pena equa per chi commette un femminicidio?
Bisognerebbe riconoscere lo stato di emergenza. È il tipo di delitto più frequente. Se fossimo noi ad ammazzare duecento maschi all'anno, fioccherebbero gli ergastoli. Uccidere è un atto titanico, un esorcismo dell'assassino verso la propria morte. È l'atto primario di chi rinnega il patto sociale. Il delitto è un atto estremo, e va onorato con una pena adeguata. Ho orrore della pena di morte quanto dell'indulgenza verso l'assassino. C'è dietro lo stesso disprezzo verso la vita umana, la stessa sorda immoralità.

La donna è ancora oggi il sesso debole?
No, la donna è un sesso fortissimo e oppresso. Ma più che mai capace di essere pienamente, di avere pietà, e la facoltà del sogno. Le donne ridono. È una ricchezza incalcolabile."
















«La differenza tra le persone sta solo nel loro avere maggiore o minore accesso alla conoscenza» (Lev Tolstoj)


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