Titolo: Assoluzione senza contraddittorio |
| Autore: P.Mac. |
| Fonte: II Sole 24 Ore |
| La sentenza di assoluzione per effetto della depenalizzazione, intervenuta in sede di opposizione al decreto penale di condanna del Tribunale, può essere pronunciata senza contraddittorio. La Cassazione (sentenza 30201) si basa sull'interpretazione letterale del Dlgs 8/2016, articolo 9 che disciplina l'epilogo del processo penale. Nel caso esaminato è stato applicato il comma 3 dell'art. 9: se l'azione penale è stata esercitata, il giudice può passare all'immediata dichiarazione della causa di non punibilità (articolo 129 del C.p.p.). |
mercoledì 2 agosto 2017
Assoluzione senza contraddittorio con la depenalizzazione
AVVOCATO CLAUDIA PARZANI: come non perdersi nella pletora di laureati in legge e degli avvocati.
"Come non perdersi nella pletora di laureati in legge e nemmeno in quella degli avvocati."
![]() |
| Sogni (1896) di Vittorio Matteo Corcos |
Claudia Parziani, avvocato partner di uno studio internazionale prestigioso, Linklater’s, premiata dal Financial Times come uno dei dieci avvocati più innovativi d’Europa. Viene dalla provincia di Brescia e quando è arrivata a Milano per studiare giurisprudenza aveva una sola preoccupazione: non voleva perdersi nella pletora di laureati in legge e nemmeno in quella degli avvocati."
Fonte: La Repubblica
• Brescia 7 giugno 1971. Avvocato. Unica partner donna dello studio Linkiaters a Milano, gestisce il settore dei mercati finanziari per l’Italia ed è responsabile del lusso a livello globale. Miglior avvocato donna del 2012 secondo TopLegal, è stata inserita dal Financial Times tra i dieci legali più innovativi d’Europa (scelta tra più di 600 segnalazioni da 100 studi legali). Da giugno 2013 presidente dell’associazione Valore D, che riunisce 86 grandi aziende per la promozione del talento femminile.
• Figlia di imprenditore, da bambina «aveva due certezze: da grande sarebbe diventata avvocato occupandosi di diritto societario e non avrebbe mai fatto le pulizie di casa (“Ripetitivo e frustrante” dice ridendo). Di certo questa signora dai modi garbati ma dalla volontà di ferro non ha spolverato i mobili, anche se ha messo su casa e famiglia con marito e tre figlie: ha avuto esperienze in importanti studi legali internazionali (dal 2007 è partner dello studio Linklaters), si è trovata a seguire operazioni bancarie storiche (e controverse) come l’acquisizione della Banca agricola mantovana da parte del Monte dei Paschi. E oggi è in prima linea su diverse ricapitalizzazioni bancarie.
lunedì 31 luglio 2017
NON E' CONCEPIBILE : ogni ipotesi di riforma forense sarà una coperta troppo corta, una cura sintomatica e palliativa.
Paolo Rosa non è concepibile che quasi un quarto degli avvocati abbiano strutturalmente un reddito imponibile cioè lordo di 18.000 € annui o meno e solo un decimo abbia un reddito lordo superiore a 90.000 €. questo significa (a occhio e croce) che circa un terzo degli avvocati ha una gestione professionale passiva o di mera sussistenza (18.000 € prima delle imposte e del prelievo previdenziale riducono il reddito disponibile a circa 10.000 €, cioè 800 € al mese, equivalenti a circa 730 di un dipendente che ha la XIII; ma anche 23.000 prima delle imposte non porta oltre i 1000 € mensili di reddito disponibile, meno di un operaio fca).
Perciò a questo punto o ipotizziamo che il 90% degli avvocati evada od occulti oltre il 50% dei propri redditi, oppure dobbiamo immaginare che esista un diffuso e strutturale problema di redditività dell'attività professionale. Di conseguenza se non si mette mano ad esso ogni ipotesi riformatrice sarà comunque una coperta troppo corta, una cura sintomatica e palliativa. (GIUSEPPE VALENTI)
Perciò a questo punto o ipotizziamo che il 90% degli avvocati evada od occulti oltre il 50% dei propri redditi, oppure dobbiamo immaginare che esista un diffuso e strutturale problema di redditività dell'attività professionale. Di conseguenza se non si mette mano ad esso ogni ipotesi riformatrice sarà comunque una coperta troppo corta, una cura sintomatica e palliativa. (GIUSEPPE VALENTI)
sabato 29 luglio 2017
IL SISTEMA CI OFFRE FARMACI E CURE MIRACOLOSI: una macchinazione ai danni dell’intera umanità.
![]() |
| Immagine gratis Mafia medica (PhotoBank Gratis torange.biz) / ©torange.biz |
"SE UN MEDICO PRESCRIVE CAROTE AL POSTO DEL PLASIL VIENE RADIATO"
Il problema è che tutto spinge i medici a prescrivere farmaci. C’è di sicuro anche l’interesse e lo stimolo economico in alcuni casi. Ma non solo quello. Il sistema, il regime sanitario stradominante, l’Ordine Medico, le leggi, le disposizioni ministeriali, le pressioni ospedaliere, i cosiddetti promotori scientifici, gli stessi clienti che si aspettano farmaci e cure miracolose. Esiste una macchinazione infernale e un vero complotto ai danni dell’intera umanità. Basta accendere per qualche minuto il televisore e veniamo investiti da una gragnola di pubblicità leziose e diseducative. Otto spot su 10 riguardano farmaci e integratori, mentre per i vaccini ci pensano i telegiornali, i ministri, il premier e persino il presidente della repubblica. Se queste non sono cose da chiodi!
Valdo Vaccaro
Pubblicato il Valdo VaccaroPubblicato in Salute & Alimentazione
venerdì 28 luglio 2017
AVVOCATURA AVVELENATA
FONTE: FACEBOOK | "ULISSE IO"
"(...) è stata, e viene lesa, la dignità dell’avvocato e l’interesse di quel Cittadino alla cui tutela dei diritti la funzione pubblica dell’avvocato è preposta.
Ad ogni modo a proposito della c.d. dignità della Persona umana, dimentichiamo, o facciamo finta di non vedere e di non capire, la sua grande rilevanza giuridica e sociale.
E pensare che il medesimo CNF in composizione giurisdizionale afferma (e quando lo fa, sempre con Sentenza pronunciata “In Nome del Popolo italiano” ed appellabile esclusivamente innanzi alla Cassazione a Sezioni Unite! Non dimentichiamocelo!) che “Il mancato rispetto della dignità della persona costituisce lesione del prestigio dell’avvocatura” e costituisce un requisito imprescindibile della condotta irreprensibile dell’avvocato.
Questo significa che se “il mancato rispetto della dignità” impedisce l’iscrizione all’Albo al contempo lo stesso è ostativo alla permanenza per chi è già iscritto; ed a maggior ragione lo sarà la ben più grave “lesione” del suddetto bene-valore costituzionalmente protetto.
Conseguenza obbligatoria di ciò ed alla luce dell’art. 3 della Carta fondativa di questa Repubblica, che riconosce la “pari dignità sociale” dei cittadini – quindi anche dei colleghi posti “artificiosamente” in sofferenza materiale e psicologica accertabile e documentabile pure dalle registrazioni audio integrali e dai verbali da me da sempre indicati – prima ancora di prescrivere d’essere uguali, è che alcune condotte tenute da Apicali forensi, sia del CNF che di CF, devono condurre alla c.d. “espulsione dal sistema” cui fa sempre riferimento l’esimio collega l’Avv. Nunzio Luciano presidente di Cassa Forense (v. supra).
Significativo, poi, che l’unica occorrenza del sintagma « dignità umana » nella Costituzione italiana sia nel secondo comma dell’art. 41, in cui essa è configurata proprio come un “limite” all’iniziativa economica privata.
Non si ha forse un caso di violazione quando ci si adopera abusando della funzione per prefabbricare norme che mettano un uomo spalle al muro e si fa in modo che non soddisfi i suoi bisogni fondamentali?
La dignità sociale è esplicitamente menzionata dall’art. 3 della Costituzione ed è sviluppata dall’art. 36 nel diritto ad una « esistenza libera e dignitosa » per il lavoratore e la sua famiglia. Da ricordare anche la bella espressione « esigenze di vita » dell’art. 38, oltre che la significativa citazione della « personalità morale dei prestatori di lavoro » fatta dall’art. 2087 del Codice civile.
Andrebbe aperto un procedimento disciplinare, da parte del Consiglio distrettuale di disciplina di Campobasso, nei confronti dell’Avv. Nunzio Luciano già solamente per le gravissime “ammissioni” fatte il 5 maggio scorso al III° Congresso Giuridico tenutosi a Venezia (v. https://www.facebook.com/ulisso/videos/vb.1540445507/10212313233416214/?type=3&theater ed allegati).
Condotta biasimata persino dall’Avv. Paolo Rosa già Presidente della cassa Nazionale Forense 2007/2009 poiché gli obiettivi di cui si vanta l’avvocato Luciano esulano dalle funzioni dell’Ente previdenziale e non solo quelle se consideriamo che il medesimo è a sua volta un avvocato (v. allegato).
E credo sia “indiscutibile” che si offende e lede la dignità di un collega quando lo si identifica colla sua debolezza reddituale!
Ciò che chiaramente è deprecabile non è tanto il giudizio stesso, ma la presunzione di risolvere la persona ed il collega che è l’altro in quel giudizio. E se ad esempio, si offende la dignità di una persona detenuta quando la si identifica con la sua pena: quando la persona non è considerata altro che come un detenuto. Ed ancora si offende la dignità di una persona malata quando la si identifica con la sua malattia: quando la persona non è considerata altro che come un malato. Indubitabilmente, la offende Nunzio Luciano, la dignità dello scrivente e quella della colleganza parimenti debole, quando parifica ed identifica il collega ed il suo merito col portafogli; e così offendendo e ledendo finanche la stessa dignità della Avvocatura in quanto funzione sociale. (...)
mercoledì 26 luglio 2017
"CASSonetto FORENSE" | PETIZIONE: "CHIUDIAMO LE CASSE DI PREVIDENZA DEI PROFESSIONISTI"
"CASSonetto FORENSE"
CHIUDIAMO LE CASSE DI PREVIDENZA DEI PROFESSIONISTI
FIRMA E DIFFONDI
PETIZIONE "CHIUDIAMO LE CASSE DI PREVIDENZA DEI PROFESSIONISTI"
CHIUDIAMO LE CASSE DI PREVIDENZA DEI PROFESSIONISTIFIRMA E DIFFONDI
"Le Casse di Previdenza dei liberi Professionisti sono l'ennesimo scandalo italiano nella gestione dei fondi pubblici.
Esse dovrebbero tutelare il futuro previdenziale dei lavoratori liberi professionisti ma per lo schema pensionistico gestionale verso cui stanno evolvendo, si stanno rivelando essere una vessazione aggiuntiva a quelle dei lavoratori a partita IVA.
Vi spiego il motivo.
A partire dagli anni novanta le Casse sono state e sono la gallina dalle uova d'oro per i professionisti che sono andati e stanno andando in pensione in quanto a fronte di basse contribuzioni, grazie alla quadruplicazione degli iscritti, hanno garantito le famose pensioni paghi uno e prendi otto nel migliore dei casi anche 12 e nel peggiore paghi uno e prendi quattro.
Con la riforma Damiano del 2007 e Fornero del 2012, sconosciute ai due milioni di professionisti iscritti, le casse hanno aumentato la contribuzione e diminuito le prestazioni promesse al punto che esse ora si attestano in circa la metà del tasso di sostituzione di un lavoratore iscritto all'INPS.
Già ora il 97% dei contributi previdenziali sono raccolti dall'INPS che ha il 95% dei lavoratori italiani iscritti.
Per rendere il servizio pubblico pensionistico dei liberi professionisti (perché le Casse svolgono un servizio pubblico anche se sono con persona giuridica privata in quanto soggette al diritto pubblico come lo è la riforma Fornero), adeguato e sostenibile (l'adeguatezza è un parametro costituzionale che le Casse fanno finta di non conoscere) c'è una sola soluzione.
INCORPORARE LE 19 CASSE DI PREVIDENZA DEI LIBERI PROFESSIONISTI ALL'INPS, COME E' GIA' ACCADUTO PER LA CASSA DEI DIRIGENTI D'IMPRESA E PER I DIPENDENTI PUBBLICI IN MODO DA AVERE LE STESSE INTEGRAZIONI CHE OGGI I LIBERI PROFESSIONISTI CONTRIBUISCONO AD INTEGRARE AI LAVORATORI DIPENDENTI CON I TRASFERIMENTI DALLA FISCALITA' GENERALE.
Questa proposta è stata reputata non attuabile in quanto priva dell'adeguato consenso.
Peccato che il consenso non viene dato da quelli che governano il sistema previdenziale e che stanno usufruendo delle più generose prestazioni previdenziali del mondo.
Questa petizione è semplicemente una possibilità di non fare per i prossimi 20 anni la figura dell'imbecille e di trovarsi con il sedere per terra al momento del bisogno.
Nel frattempo i 19 sistemi pensionistici stanno garantendo 19 posizioni di presidente, alcune con emolumenti multipli rispetto al presidente dell'INPS, 19 CDA e relative giunte con gettoni di presenza, ripetizione triennale di calcoli attuariali che non hanno senso in quanto il sistema pensionistico è sempre a ripartizione; call center, banche depositarie, gestori di fondi che hanno mano libera su patrimoni che non riuscite neanche ad immaginare e che hanno una particolarità: rendono sempre meno del debito pubblico italiano.
Io la mia parte l'ho fatta spiegandovi la situazione.
Voi potete scegliere di mantenere una massa di parassiti mafiosi-massoni oppure riportare il sistema ad una gestione civile e democratica.
Buon lavoro."
PETIZIONE "CHIUDIAMO LE CASSE DI PREVIDENZA DEI PROFESSIONISTI"
CHIUDIAMO LE CASSE DI PREVIDENZA DEI PROFESSIONISTIFirma e diffondi
"Le Casse di Previdenza dei liberi Professionisti sono l'ennesimo scandalo italiano nella gestione dei fondi pubblici.
Esse dovrebbero tutelare il futuro previdenziale dei lavoratori liberi professionisti ma per lo schema pensionistico gestionale verso cui stanno evolvendo, si stanno rivelando essere una vessazione aggiuntiva a quelle dei lavoratori a partita IVA.
Vi spiego il motivo.
A partire dagli anni novanta le Casse sono state e sono la gallina dalle uova d'oro per i professionisti che sono andati e stanno andando in pensione in quanto a fronte di basse contribuzioni, grazie alla quadruplicazione degli iscritti, hanno garantito le famose pensioni paghi uno e prendi otto nel migliore dei casi anche 12 e nel peggiore paghi uno e prendi quattro.
Con la riforma Damiano del 2007 e Fornero del 2012, sconosciute ai due milioni di professionisti iscritti, le casse hanno aumentato la contribuzione e diminuito le prestazioni promesse al punto che esse ora si attestano in circa la metà del tasso di sostituzione di un lavoratore iscritto all'INPS.
Già ora il 97% dei contributi previdenziali sono raccolti dall'INPS che ha il 95% dei lavoratori italiani iscritti.
Per rendere il servizio pubblico pensionistico dei liberi professionisti (perché le Casse svolgono un servizio pubblico anche se sono con persona giuridica privata in quanto soggette al diritto pubblico come lo è la riforma Fornero), adeguato e sostenibile (l'adeguatezza è un parametro costituzionale che le Casse fanno finta di non conoscere) c'è una sola soluzione.
INCORPORARE LE 19 CASSE DI PREVIDENZA DEI LIBERI PROFESSIONISTI ALL'INPS, COME E' GIA' ACCADUTO PER LA CASSA DEI DIRIGENTI D'IMPRESA E PER I DIPENDENTI PUBBLICI IN MODO DA AVERE LE STESSE INTEGRAZIONI CHE OGGI I LIBERI PROFESSIONISTI CONTRIBUISCONO AD INTEGRARE AI LAVORATORI DIPENDENTI CON I TRASFERIMENTI DALLA FISCALITA' GENERALE.
Questa proposta è stata reputata non attuabile in quanto priva dell'adeguato consenso.
Peccato che il consenso non viene dato da quelli che governano il sistema previdenziale e che stanno usufruendo delle più generose prestazioni previdenziali del mondo.
Questa petizione è semplicemente una possibilità di non fare per i prossimi 20 anni la figura dell'imbecille e di trovarsi con il sedere per terra al momento del bisogno.
Nel frattempo i 19 sistemi pensionistici stanno garantendo 19 posizioni di presidente, alcune con emolumenti multipli rispetto al presidente dell'INPS, 19 CDA e relative giunte con gettoni di presenza, ripetizione triennale di calcoli attuariali che non hanno senso in quanto il sistema pensionistico è sempre a ripartizione; call center, banche depositarie, gestori di fondi che hanno mano libera su patrimoni che non riuscite neanche ad immaginare e che hanno una particolarità: rendono sempre meno del debito pubblico italiano.
Io la mia parte l'ho fatta spiegandovi la situazione.
Voi potete scegliere di mantenere una massa di parassiti mafiosi-massoni oppure riportare il sistema ad una gestione civile e democratica.
Buon lavoro."
Fonte: Firmiamo.it
"Il gruppo avvocati campani 21 aprile e ' promotore e sostenitore della petizione: Chiudiamo le Casse di previdenza e assistenza dei professionisti.
Il tutto e' nato in maniera spontanea tra colleghi e professionisti che da mesi si confrontano su di un piano di cultura previdenziale.
La petizione e' rivolta agli avvocati ,ma anche a tutti I liberi professionisti per una serie di buone ragioni ,che sono chiare nella petizione! Leggete la petizione e firmatela ...ne va il nostro futuro previdenziale che deve essere pubblico,garantito,e non fonte di ricchezza di poche elites interne alla categoria!
Vi ricordate le indennita' del pres .e dei delegati di Cassa?
Vogliamo eliminare gli sperperi,ridare dignita' al nostro futuro, non avere sorprese quando non saremo in grado di lavorare e avere le garanzie di interventi statali in caso di defoult del sistema di contribuzione e la pensione minima garantita come avviene in Inps! Noi siamo professionisti ed in Italia,I danni delle gestioni private le abbiamo sotto gli occhi!
Siamo costantemente vessati ed ora vogliono togliere la pensione di vecchiaia ai redditi piu' bassi! Questa politica delle Casse e' a tutela dei pochi ricchi o dei molti ricchissimi occulti,che reggono il loro sistema di interessi a danno della maggioranza. Solo una gestione pubblica in Inps ci garantira' diritti ed equita'! Altre vie non sono percorribili e coloro che ve le prospettano o sono partecipanti attivi dello scempio,o vogliono solo prendere tempo sulla vostra-nostra pelle! Riformare le Casse?
E' un sistema di elites e nessuno riuscira' mai a riformare cio' che e' corrotto ab origine per prassi e scelte inique! Non vogliamo elemosine vogliamo cio' che ci spetta, un sistema giusto nel bene di tutti!"
Il tutto e' nato in maniera spontanea tra colleghi e professionisti che da mesi si confrontano su di un piano di cultura previdenziale.
La petizione e' rivolta agli avvocati ,ma anche a tutti I liberi professionisti per una serie di buone ragioni ,che sono chiare nella petizione! Leggete la petizione e firmatela ...ne va il nostro futuro previdenziale che deve essere pubblico,garantito,e non fonte di ricchezza di poche elites interne alla categoria!
Vi ricordate le indennita' del pres .e dei delegati di Cassa?
Vogliamo eliminare gli sperperi,ridare dignita' al nostro futuro, non avere sorprese quando non saremo in grado di lavorare e avere le garanzie di interventi statali in caso di defoult del sistema di contribuzione e la pensione minima garantita come avviene in Inps! Noi siamo professionisti ed in Italia,I danni delle gestioni private le abbiamo sotto gli occhi!
Siamo costantemente vessati ed ora vogliono togliere la pensione di vecchiaia ai redditi piu' bassi! Questa politica delle Casse e' a tutela dei pochi ricchi o dei molti ricchissimi occulti,che reggono il loro sistema di interessi a danno della maggioranza. Solo una gestione pubblica in Inps ci garantira' diritti ed equita'! Altre vie non sono percorribili e coloro che ve le prospettano o sono partecipanti attivi dello scempio,o vogliono solo prendere tempo sulla vostra-nostra pelle! Riformare le Casse?
E' un sistema di elites e nessuno riuscira' mai a riformare cio' che e' corrotto ab origine per prassi e scelte inique! Non vogliamo elemosine vogliamo cio' che ci spetta, un sistema giusto nel bene di tutti!"
Direi che Cassa Forense si è riformata, riuscendo certamente a peggiorare, complice la politica e i sistemi di potere economici, nazionali e mondiali.
Cassa Forense ha dato sfoggio a tutti i suoi "professionisti sudditi" di una riforma vessatoria e PEGGIORATIVA.
E' un tentativo caparbio e ottuso di restaurare l' ancient regime: pochi ricchi, molti poveri, e in tempo di internet, anche un mare di depressi, con cui, in passato, sono stata obbligata ad interfacciarmi.
Coi depressi non si scherza. Ti battono loro e ti inguaiano. Una rete internet intrisa di associazioni forense "negative e pessimiste come nuvole nere".
Tutto questo a causa della vecchia, sordida, o semplicemente sorda, cara (nel senso di esosa), inutile distante, vessatoria "CASS/onetto FORENSE".
«La differenza tra le persone sta solo nel loro avere maggiore o minore accesso alla conoscenza» (Lev Tolstoj)
La rassegna stampa è una sintesi e fornisce i riferimenti dell'articolo (testata, autore, titolo) per reperire sul quotidiano o altra fonte l'articolo completo.
Si declina ogni responsabilità per errori od omissioni, nonché per un utilizzo improprio delle immagini o non aggiornato delle notizie e delle informazioni.
Iscriviti a:
Post (Atom)












