domenica 7 dicembre 2014

Il prete, il guerriero, il poeta = l'avvocato







Ricercando sul solito google, motore di ricerca per antonomasia,  argomenti sull'Avvocatura Libera, mi sono imbattuta in un articolo di Randolfo Sacco, scritto nemmeno tanto recentemente, credo, invecchiato di qualche anno come il vino.

Mi ha colpito la chiusura dell'articolo scelta da Randolfo Sacco e qui la ripropongo.


"In conclusione, voglio dire che l’Avvocato - veramente tale - è Cultura, Battaglia, Creatività, Coraggio, Decoro, Dignità ... anche nella Miseria.



L’Avvocato “ricco” per intrallazzi vari, per colpevoli connivenze, per loschi affari, per succubanza invereconda davanti al “Potere” non è degno di definirsi tale."

[Randolfo Sacco]


http://www.arealocale.com/default.asp?action=article&ID=148#




Articolo di Gabriella Filippone - Trovata la chicca, ho postato le parole di Randolfo Sacco nei gruppi forensi di facebook, anche in quelli costituiti da colleghi impegnati attivamente nella politica forense, con punte estreme di pesantezza tra i loro iscritti, che hanno tranquillamente indotto, giorni addietro, un loro membro a sostenere che avvocati sono solo alcuni, quelli che lavorano abbastanza.



Accumulando pertanto e mantenendo una dignitosa e decorosa ricchezza,  desumo che questo  presumibilmente intendesse, solo taluni dunque potrebbero rivestire il ruolo sociale di avvocato, mentre gli altri, a suo giudizio, così come proseguiva indefesso il tizio, sarebbero semplicemente e soltanto degli iscritti agli albi, che pertanto disdegnava di chiamare colleghi.




Peraltro a me starebbe bene non essere chiamata "Collega", per quel che mi frega - praticamente zero - a patto però che da iscritta all'Albo mi si chiedano contributi previdenziali commisurati al mio fatturato e mi si lasci esercitare quando e quanto mi pare o come posso, libera di scegliermi i miei clienti e di negarmi ad altri. 



Sul tema, pubblico delle considerazioni  dell'Avvocato Patrizia Rizzo, colte nel web, in qualche gruppo pubblico forense.



"E' il mio pensiero. Criticabile certamente, ma è il frutto delle mie elaborazioni. Non credo a chi accumula incarichi. Lo classifico tra l'esattore e il mercenario, qualsivoglia competenza abbia acquisito in campo procedurale.



Il problema non è tanto che si finisce con l'essere esattori per conto terzi o mercenari ... secondo me accumulare incarichi finisce col rendere estremamente difficile all'avvocato di rimanere " libero ". Ecco, io credo che rimanere "intellettualmente liberi "sia presupposto imprescindibile per l'esercizio della professione ( anche per la funzione sociale e per i risvolti economici che tale condizione riverbera nella società )"








Cosi prosegue l'Avvocato Patrizia Rizzo:


"io credo negli uomini liberi. Credo nella funzione sociale che svolge l'avvocato. Credo che l'avvocato prima di assumere una causa debba sposare un progetto o un'idea. Fuori da questi orizzonti, credo che si perda il senso di ciò che facciamo, del perché lo facciamo. Accumulare non può essere una risposta. Per me non lo è. Ma poi accumulare a quale prezzo ? Poniamoci una domanda e diamoci una risposta. Possiamo con tutta sincerità ritenerci guide ? Possiamo ancora ritenerci guide di qualcuno ? Abbiamo davvero un patrimonio da offrire ?"




E poi ospito qui le parole di un altro avvocato, che ha commentato in tal senso il post da me pubblicato, nel gruppo di cui dicevo:  


"scusa ma non può esistere anche un avvocato benestante o magari anche ricco per merito impegno o fortuna professionale."






SEGUONO LE MIE RISPOSTE AL COLLEGA



Sicuramente esistono, però Randolfo Sacco, nel suo scritto - pubblicato da Area Locale A SUD - ha preferito evidenziare altro nelle sue conclusioni. Forse perché il tessuto sociale pone in rilievo altro. A me sembra ancora molto attuale come articolo. L'articolo peraltro propone una analisi storico - sociale dell'avvocato dalla notte dei tempi ad oggi.. le parole che ho riportato sono la "chiusura" dell'articolo. 







La voce libera dell'Avvocatura - Area Locale

Notizie e Curiosità dalla Calabria

AREALOCALE.COM




Credo che gli avvocati "benestanti o  magari anche ricchi" (parole che stanno probabilmente ad indicare  la medio - alta borghesia forense) vengano storicamente e non attualmente considerati nel corpo dell'articolo: " Anche perchè l’Avvocato veramente “libero” ha sempre anteposto il suo interesse personale ed utilitaristico alla “causa comune”. Basti notare che nei tempi andati, nel nostro bistrattato Sud c’erano i patrizi, i marchesi, i conti ed i baroni, ma c’erano pure gli avvocati ed i magistrati locali, che infrenavano le prepotenze, le angherie, i sorprusi (senza gli ormai ex Pretori, come finiremo?), senza scendere a compromessi con i poteri costituiti e consolidati da antichi privilegi." (Randolfo Sacco | La voce libera dell'Avvocatura, pubblicato da Area Locale, in Aree tematiche, A Sud)



Questa invece è l'apertura dell'articolo: 


"Nel suo famoso “Mon coeur mis à nu”, C. Baudelaire sosteneva che, ai suoi tempi, tre erano le persone degne di rispetto: il prete, il guerriero, il poeta, vale a dire la cultura, la lotta, la creatività.

Dimenticava, ovviamente, la sintesi della su enunciata tricotomia, rappresentata, mirabilmente e da sempre, dall’Avvocato.

In effetti, tale figura, indefettibile e presente in ogni consorzio sociale fin dai tempi antichi, vituperata ed inossidabile, portatrice dei più alti ideali e, contemporaneamente, odiata, invidiata e temuta dai tirannelli di ogni specie, è da ritenere il più evidente simbolo di libertà civica.

L’unica voce “libera”, ad Atene come a Roma, nel medioevo e durante l’Inquisizione, nel periodo del Terrore della Francia rivoluzionaria e, in tempi recenti, durante il fascismo, il nazismo, il bolscevismo, il peronismo, il castrismo, il maoismo e via discorrendo, è da individuare nell’Avvocato e quest’ultimo è stato il più rappresentatativo ed il più prestigioso in ogni campo dello scibile umano, in ogni epoca e sotto qualsiasi regime politico." (Randolfo Sacco | La voce libera dell'Avvocatura, pubblicato da Area Locale, in Aree tematiche, A Sud)





Esaminando la chiusura dell'articolo scelta da Randolfo Sacco, egli scrive: " anche nella Miseria" - con lettera maiuscola, e seguita poi: " L’Avvocato “ricco” - con lettera minuscola - "per intrallazzi vari, per colpevoli connivenze, per loschi affari, per succubanza invereconda davanti al “Potere” non è degno di definirsi tale."



L'equilbrio e l'enfasi in quanto afferma Randolfi si gioca anche sull'utilizzo di maiuscolo e minuscolo. 






Immagine: Italia, Roma, Vittoriano, Bandiera Italiana | via pixabay




Passiamo ad altro. Precisamente ad un'altra chicca VIA TWITTER che pure ripropongo qui, per chi come me ha, più o meno stupidamente, tempo da perdere, anziché dedicarsi all'accumulo di pecunia. 






VARIO NEWS ‏@varionews


LISTE PER UNA #AVVOCATURA LIBERA DAI CONTRIBUTI MINIMI OBBLIGATORI http://www.facebook.com/groups/1570227263212265/ … pic.twitter.com/NiDwL653pz





Silvio  scrive:

@varionews Chi non riesce a pagare i contributi mini non vuol svolgere la professione...semplice...




VARIO NEWS ‏@varionews
non significa che si voglia cancellare dall'albo o indebitare in virtù di un antidemocratico regolamento previdenziale



Silvio scrive:

certo ma chi svolge la professione deve versare i contributi previdenziali



VARIO NEWS ‏@varionews
commisurati alla propria capacità reddituale (come da carta costituzionale) e non avulsi ed indipendenti dal reddito prodotto



Silvio scrive:

puoi sempre cancellarti d' Albo




VARIO NEWS ‏@varionews
 anche tu




Silvio scrive:
Non credo saluti




VARIO NEWS ‏@varionews
cordialità





Silvio scrive:
pagati i contributi




VARIO NEWS ‏@varionews
 problema suo





Silvio scrive:
problema di chi non paga




VARIO NEWS ‏@varionews 16 h16 ore fa
problema che cmq non la riguarda e non le consente di invitare altri a cancellarsi dagli albi avvocati


Silvio scrive:
Lei ha pienamente ragione i migliori ossequi signore

 6 dic 2014 ·


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Immagine: via Flickr


Qui finisce "ossequiosamente" la conversazione con l'utente Silvio di Twitter (è un pococome sentirsi affibbiare dal collega, in modo popolare un: "la ragione è dei fessi" arrangiati)








PUBBLICHE LISTE, NOMI e PROGRAMMI per le prossime ELEZIONI ai CONSIGLI degli ORDINI FORENSI (COA)

Sollecitata dall'avvocato Roberto Castellano ed in attesa che si appresti, come auspicato dal collega, un sito internet per realizzare il progetto, ho creato intanto questo gruppo, dove chi intende candidarsi alle prossime elezioni, previste per il mese di gennaio 2015, o vuole semplicemente informarsi sul progetto, può intanto approcciarsi e confrontarsi qui.


Anche nell'ipotesi in cui non riusciremo a formare molte liste o non ne formeremo affatto, e non ci saranno dunque nostri diretti candidati, sarà importante quanto meno conoscere le posizioni - in ordine ai contributi minimi obbligatori - di coloro che comunque si candideranno alle prossime elezioni.

Si possono proporre ovviamente liste indipendenti dalle associazioni rappresentative o come Roberto Castellano scrive: "La mia preghiera è ovviamente rivolta a quella Associazioni come l'A.G.For. o l'UGAI che hanno combattuto aspre battaglie anche quando la L. 247/2012 era solo un progetto parlamentare. Se non avremo le idee chiare su quali liste votare, finirà che molti non voteranno con le conseguenze che ognuno di noi può facilmente immaginare. E' forse il momento di tenerci dentro le belle parole e cominciare ad organizzarci, superando le solite frammentazioni che ci hanno sempre fregato" (Roberto Castellano).

Iscrivetevi ed invitate liberamente nel gruppo i Colleghi che ritenete interessati.

L'immagine del gruppo non è un simbolo di lista; il nome del gruppo non contraddistingue alcuna lista.




Link del gruppo forense "LISTE per una AVVOCATURA LIBERA dai contributi minimi obbligatori":


http://www.facebook.com/groups/1570227263212265/









ELEZIONI CONSIGLI degli ORDINI FORENSI gennaio 2015

"LISTE PER UNA AVVOCATURA LIBERA DAI CONTRIBUTI MINIMI OBBLIGATORI"
(facebook group) 


Visita il gruppo http://www.facebook.com/groups/1570227263212265/

DIFENDIAMOCI. Entriamo nelle istituzioni forensi e rappresentiamo le nostre istanze. Proponete liste e candidature individuali (collegate ad associazioni che ci supportano o indipendenti)



Invitiamo ad un voto consapevole e a candidarvi alle prossime elezioni nei rispettivi COA -consigli ordini avvocati - di appartenenza



Siamo distanti da quelle associazioni forensi che abbiano solo formalmente e marginalmente di vista la problematica dei contributi minimi obbligatori.



Al riguardo, il "laissez faire", di qualunque matrice politica essa sia, non ci interessa e non ci riguarda.




Immagine | via facebook



Rassegna News Giuridiche a cura di  avv. Gabriella Filippone 

Blog: studio legale avvocato Gabriella Filippone

2 commenti:

  1. "Il vero Avvocato muore povero" (Piero Calamandrei)

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  2. quasi quasi cambio lavoro e ne scelgo uno meno socialmente "inutile"

    RispondiElimina

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