sabato 22 luglio 2017

COME CI CURA (MALE) COL PLASIL IL NOSTRO SISTEMA SANITARIO: GRAVI RISCHI NEUROLOGICI




PLASIL: COME TRASMUTARE I DISAGI DI UNA BANALE NAUSEA O IL VOMITO IN UN GRAVE DANNO NEUROLOGICO


Plasil, effetti collaterali neurologici: lo studio condotto sul metoclopramide dall’Agenzia Europea del Farmaco (EMA)

Una sintesi di un articolo di Valentina Cervelli pubblicato nel 2013  su Medicina live


Il Plasil causa di effetti collaterali neurologici gravi
? E’ questa la domanda che ci si pongono i consumatori dopo lo studio condotto sul metoclopramide dall’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) che sottolinea come questo farmaco sia da utilizzare con estrema cautela, rilasciando delle raccomandazioni a riguardo.




L’uso del Plasil in gravidanza, la  scheda farmaco: tra gli effetti collaterali possibili vi sono lo sviluppo di problemi neurologici e sindromi extra-piramidali come quelle alla base del Parkinson.



Il Plasil e tutti gli altri farmaci a base di metoclopramide, come il Geffer, l’Isaprandil, il Delipramil e il Digestivo S. Pellegrino tra quelli da banco, ed il Randum tra quelli prescrivibili con ricetta sono dei medicinali che servono per la terapia di problemi digestivi, nausee e vomito causati anche da chemioterapia e problemi di motilità intestinale.



Lo studio di tipo revisionale condotto dall’Agenzia Europa del Farmaco ha verificato come questi disturbi neurologici possano apparire sul breve termine: spasmi muscolari, movimenti involontari e discinesia tardiva, in particolare nei bambini e negli anziani.



II DOCUMENTO DELL'AGENZIA EUROPEA  DEL FARMACO (EMA):
"Il rischio a breve termine di effetti neurologici acuti è maggiore nei bambini, anche se la discinesia tardiva è stata segnalata più spesso negli anziani, e il rischio aumenta a dosi elevate o con il trattamento a lungo termine. Le prove indicano che tali rischi erano superiori ai benefici del metoclopramide in condizioni che richiedono un trattamento a lungo termine. Ci sono stati anche casi molto rari di gravi effetti sul cuore e la circolazione, in particolare dopo l’iniezione."














UN COMMENTO PUBBLICO ALL'ARTICOLO

"Salve, la mia prima brutta esperienza l'ho avuta nel 2011, dopo un piatto di spaghetti con le cozze ho accusato bruciore gastroesofageo, al pronto soccorso mi hanno somministrato una flebo di Plasil e fosforilasi, l'effetto immediato è stato di benessere tant'è che mi sono recata a casa a piedi, dopo qualche ora è iniziato il mio incubo, tremori in tutto il corpo ma soprattutto al petto e confusione mentale, mi sono recata nuovamente al pronto soccorso, la risposta dei medici è stata "stress da studio "mi hanno somministrato un calmante, alla mia risposta contrariata a questa diagnosi insensata mi hanno detto che mi avrebbero trasferita al reparto di neuropsichiatria, volevano farmi credere che tutto ciò fosse stato causato dalla mia mente. 
Dopo 2 giorni di tremori mi sono ripresa, ma le parole di quel medico mi hanno segnata a vita. Il post è stato terribile, vuoti di memoria, debolezza, periodi di inerzia,tant'è che per 6 mesi non sono riuscita a dare una materia! 
In tutto questo nessuno dei medici a cui mi sono rivolta aveva minimamente paventato una intolleranza al plasil, infatti ho avuto una seconda esperienza ancor più grave. 
Dopo circa 9 mesi ho avuto un altro attacco forte di gastrite, recandomi al pronto soccorso il copione si ripete, oltre ai tremori e la solita grave confusione mentale (ovviamente ho avuto le solite risposte sia dei medici del pronto soccorso sia dal medico di famiglia) dopo settimane dalla somministrazione ho accusato dolori fortissimi al seno e perdita di liquido bianco, una ghiandola era molto gonfia, infatti ho fatto ecografia al seno ecc pur raccontando al senologo i problemi avuti nell'ultimo periodo e le medicine che avevo assunto non ha collegato il mio malessere all'assunzione di Plasil, ho scoperto ciò dopo un anno, solo grazie alle mie ricerche su internet, stanca dell'ignoranza di tutti i medici che avevo consultato. Sono tornata da loro e alcuni hanno confermato, altri non ne conoscevano gli effetti indesiderati. 
Spero che la mia testimonianza possa essere utile a qualcuno,avrei tanto desiderato sapere ciò alla prima somministrazione, avrei evitato tanta sofferenza e perdita di tempo."

















  • FONTE: MEDICINA LIVE  |  

    Titolo: Plasil, effetti collaterali neurologici: le raccomandazioni dell’Ema |














    Giuridica News | Avv. Gabriella Filippone







    «La differenza tra le persone sta solo nel loro avere maggiore o minore accesso alla conoscenza» (Lev Tolstoj)

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    Si declina ogni responsabilità per errori od omissioni, nonché per un utilizzo improprio delle immagini o non aggiornato delle notizie e delle informazioni.







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    Cosa ci dice Wikipedia:


    Sanofi
    Logo
    StatoFrancia Francia
    Forma societariaSociété anonyme
    Borse valori
    ISINFR0000120578
    Fondazione20 agosto 2004
    Fondata daElf Aquitaine
    Sede principaleParigi
    SettoreFarmaceutico
    Prodotti
    • Farmaci cardiovascolari
    • Farmaci per il sistema nervoso centrale
    • Farmaci oncologici
    • Medicinali
    Fatturato37,631 miliardi di  (2019)
    Utile netto2,8 miliardi di  (2019)
    Dipendenti106.859
    Europa: 46.924 Nord America: 15.181 Resto del mondo: 44.754 (2017)
    Slogan«"Empowering Life"»



    Sanofi è un gruppo farmaceutico francese che è stato creato nel 2004 dalla fusione di Sanofi-Synthélabo e Aventis.
    Il Gruppo Sanofi è presente in più di 100 Paesi con oltre 100.000 dipendenti. La società ha filiali in cinque continenti ed è uno dei più importanti fra i grandi gruppi farmaceutici al mondo, nonché il primo nei Paesi in via di sviluppo.
    Il portafoglio del Gruppo Sanofi copre molteplici aree terapeutiche che vanno dal cardiovascolare e dal diabete fino alla sclerosi multipla e le malattie rare, all’oncologia e ai tumori del sangue, ai farmaci da automedicazione e ai vaccini.
    Nel mondo, inoltre, Sanofi ha 4 hub di Ricerca e Sviluppo , settore nel quale il Gruppo ha investito nel 2017 circa 5,5 miliardi di euro, pari al 15,6% del fatturato.
    Da gennaio 2016 Sanofi è organizzata in cinque Business Unit: General Medicines (prodotti maturi), Diabetes & Cardiovascular, Consumer Healthcare (automedicazione), Sanofi Genzyme (malattie rare, sclerosi multipla, oncologia e immunologia) Sanofi Pasteur (vaccini).
    Sanofi è presente in Italia con la sede di Milano e con uffici a Modena (sede di Sanofi Genzyme) e a Roma (sede istituzionale e di Sanofi Pasteur). A Milano opera anche un’unità di ricerca clinica che coordina l’intera area Adriatica. In Italia Sanofi conta inoltre quattro stabilimenti industriali:
    • Origgio (VA)
    • Anagni (FR)
    • Scoppito (AQ)
    • Brindisi

    Storia

    • 1928: nasce Rhône-Poulenc, gruppo chimico e farmaceutico francese. Negli anni ’90 Rhône-Poulenc acquisisce la casa farmaceutica americana Rorer, il laboratorio Pasteur Mérieux Connaught, specializzato nei vaccini, e l'azienda farmaceutica britannica Fisons.
    • 1970: nasce Synthélabo dalla fusione di due laboratori farmaceutici francesi, i Laboratoires Dausse e i Laboratoires Robert & Carrière.
    • 1973: nasce Sanofi, con l’acquisizione del gruppo farmaceutico Labaz da parte della società petrolifera Elf Aquitaine. Il suo primo prodotto di punta è stato un farmaco per la prevenzione di eventi cerebro- e cardiovascolari.
    • 1994: Sanofi entra nel mercato americano grazie all'acquisizione di Sterling Winthrop.
    • 2011: approvata la modifica del nome del Gruppo a livello mondiale da “sanofi-aventis” a “Sanofi”.
    • 2014: cambia la denominazione sociale della filiale italiana da Sanofi-aventis S.p.A. a Sanofi S.p.A.

    Management.

    Nell'aprile 2015 Olivier Brandicourt, precedente Chief Executive Officer di Bayer Healthcare AG dal 2013, sostituisce nel ruolo di amministratore delegato Christopher Viehbacher, in carica dal 2008.


    Titolare dell’autorizzazione dell’immissione in commercio SANOFI S.p.A. Viale L. Bodio 37/b – IT-20158 Milano Produttore SANOFI S.p.A. Località Valcanello - 03012 Anagni (FR).

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    Per quello che ci interessa, il Plasil lo produce e distribuisce una società in forma anonima francese che opera in tutto il mondo.  Si occupa anche di vaccini, opera pure nel terzo mondo. 

    Hanno un fatturato stratosferico: 37,631 miliardi

    Dipendenti (tossici?) impiegati: 106,859

    Management:
    Nell'aprile 2015 Olivier Brandicourt, precedente Chief Executive Officer di Bayer Healthcare AG assume il ruolo di amministratore delegato di SANOFI.

    • Farmaci cardiovascolari
    • Farmaci per il sistema nervoso centrale
    • Farmaci oncologici
    • Medicinali
    Fatturato37,631 miliardi di  (2019)
    Utile netto2,8 miliardi di  (2019)
    Dipendenti106.859


    Una società anonima che va a gonfie vele, perlomeno sino a quando saranno obbligati a risarcire coloro che hanno, gravemente o lievemente, danneggiato  con o a causa dei loro loro farmaci. E quando risarciscono?



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    EDOARDO BENNATO

    Dotti medici e sapienti



    E nel nome del progresso
    il dibattito sia aperto,
    parleranno tutti quanti,
    dotti medici e sapienti.


    Tutti intorno al capezzale
    di un malato molto grave
    anzi già qualcuno ha detto
    che il malato è quasi morto.

    Così giovane è peccato
    che si sia così conciato
    si dia quindi la parola
    al rettore della scuola.

    Sono a tutti molto grato
    di esser stato consultato
    per me il caso è lampante
    costui è solo un commediante!

    No, non è per contraddire
    il collega professore
    ma costui è un disadattato
    che sia subito internato!

    Permettete una parola, io non sono mai andato a scuola
    e fra gente importante, io che non valgo niente
    forse non dovrei neanche parlare,

    Ma dopo quanto avete detto, io non posso più stare zitto
    e perciò prima che mi possiate fermare
    devo urlare, e gridare, io lo devo avvisare,
    di alzarsi e scappare anche se si sente male,
    che se si vuole salvare, deve subito scappare!

    Al congresso sono tanti,
    dotti, medici e sapienti,
    per parlare, giudicare,
    valutare e provvedere,
    e trovare dei rimedi,
    per il giovane in questione.

    Questo giovane malato
    so io come va curato
    ha già troppo contaggiato
    deve essere isolato!

    Son sicuro ed ho le prove
    questo è un caso molto grave
    trattamento radicale
    prima che finisca male!

    Mi dispiace dissentire
    per me il caso è elementare
    il ragazzo è un immaturo
    non ha fatto il militare!




    martedì 18 luglio 2017

    Rudolf Steiner: il Fondatore dell' Antroposofia

    RUDOLPH STEINER era del segno dei pesci. E' l'unico pesci che sto a sentire. I restanti pesci puzzano.


    Stampa giapponese del 1905 con diverse varietà di pesce rosso (Via Wikipedia)














    Antroposofia


    Rudolf Steiner 

    Steiner da giovane | via Wikipedia 


    Antroposofia Rudolf SteinerBiografia Rudolf Steiner
    Fondatore dell'antroposofia, nacque il 27 febbraio 1861 a Kraljevec, presso la frontiera austro-ungarica.


    Da studente curò gli scritti scientifici di Goethe. Dal 1890 al '97 collaborò all'Archivio di Goethe e Schiller a Weimar.

     

    Dal 1902 ebbe una intensa attività come scrittore e conferenziere, nell'ambito della Società Teosofica e di quella Antroposofica, da lui fondata nel 1913. 

    Sono rimasti una trentina di opere scritte di carattere filosofico e antroposofico e i testi stenografati di quasi 6000 conferenze sui più diversi rami del sapere. 




    Il Goetheanum progettato da Steiner a Dornach 

    Morì nel 1925 a Dornach (Svizzera) dove aveva edificato, prima in legno e poi in cemento, il Goetheanum, centro di attività scientifiche e artistiche fondate sull'antroposofia.


    Rudolf Steiner descrive nella sua autobiografia come, durante questo periodo, il destino gli donasse ciò di cui aveva bisogno per il suo sviluppo. Egli era in grado di eseguire spontaneamente, per impulso proprio, quanto la vita gli richiedeva.


    Steiner aveva circa sette anni, quando ebbe una esperienza decisiva: le prime sottili impressioni di un mondo che non è quello terreno, che però si può "udire" e "vedere" anche se con occhi ed orecchi diversi da quelli "fisici". Il fanciullo fu a contatto con gli alberi e le pietre e con gli esseri spirituali celati dietro ad essi, che a lui si rivelavano, non su un piano fisico, ma in uno "spazio animico interiore". Il piccolo sentiva che simili cose non sarebbero state comprese dal suo ambiente e preferì non farne parola ad alcuno.


    Nell’estate 1879, superò l’esame di maturità con lode


    Steiner non aveva ancora potuto parlare apertamente delle sue esperienze nel mondo spirituale fino a quando, nello stesso anno, fece la conoscenza di un semplice erborista. La devota, ingenua e profonda saggezza naturale di quell’uomo, permise a Steiner di scorgere una conoscenza spirituale istintiva, che aveva continuato a vivere nel silenzio attraverso secoli senza essere stata sfiorata dalla civiltà moderna.

    "Con lui era possibile parlare del mondo spirituale come con qualcuno che ne aveva diretta esperienza". Rudolf Steiner scrive che, tramite lui, conobbe un "maestro spirituale": un uomo di semplice professione che gli dette profondi impulsi per la sua vita, tra cui quello di penetrare a fondo la mentalità materialistico-scientifica del tempo.


    Steiner non riusciva a trovare un ponte tra le scienze naturali, come insegnate nelle università, e la visione spirituale che sperimentava nell’intimo della sua anima

    Attraverso Karl Julius Schröer, suo professore di storia della letteratura, ebbe occasione di conoscere Goethe come poeta. Grazie ai precedenti studi di ottica, botanica e anatomia, effettuati durante il tempo libero, arrivò anche a "scoprire" Goethe come scienziato. 


    Crebbe in lui la convinzione che la scienza moderna, negatrice dello spirito, può solamente afferrare ciò che nella natura è morto; mai l’elemento vitale. Egli vide anche come Goethe, nei suoi scritti scientifici, avesse mostrato una via all’indagine dell’organico e quindi anche un ponte tra la natura e lo spirito. Nel 1885, da parte del Prof. J. Kürschner, lo raggiunse l’invito a curare l’edizione delle opere scientifiche di Goethe per la "Letteratura Nazionale Tedesca". L’invito offrì la possibilità al giovane studente di approfondire notevolmente i suoi studi scientifici. Tuttavia dovette proseguire nel suo lavoro pedagogico per guadagnarsi da vivere.


    Il suo allievo, affetto da idrocefalia, aveva dieci anni, ed era talmente ritardato nel suo sviluppo intellettuale che si dubitava di poterlo educare. Attraverso un lavoro di dedizione, Rudolf Steiner lo porto così avanti che il ragazzo poté essere accettato al ginnasio, tra compagni della sua stessa età. Diventò poi medico e cadde nella prima guerra mondiale. Dopo aver portato a termine con successo questo delicato e veramente difficile compito, che era durato sei anni, Steiner fu in grado di porre le basi di quella antropologia pratica che troveremo nella sua opera (quando ad esempio, creerà una nuova pedagogia). Così racconta Rudolf Steiner: "Allora feci i miei veri e propri studi di fisiologia e di psicologia".


    Durante questi anni Rudolf Steiner scoprì che mai il mondo esterno avrebbe potuto dargli quanto egli cercava dal più profondo dell’ anima. Dovette imparare attraverso sforzi interiori a raggiungere in sé stesso l’armonia tra "volere" e "dovere". 

    I continui rapporti con poeti, filologi, artisti ed altre personalità del mondo della cultura, accrebbero la sua conoscenza degli uomini e di sé stesso. Diventò ancora più consapevole della peculiarità della propria natura animica. "Nei momenti in cui mi isolavo, sentivo sempre di più che solo un mondo mi era familiare: quello spirituale che vedevo in me. Con quel mondo potevo facilmente unirmi. Spesso mi dicevo, seguendo il corso dei miei pensieri, quanto mi fosse stato difficile, durante tutta la mia infanzia e la mia giovinezza, l’accesso al mondo esteriore mediante i sensi". Al contrario, l’attività del pensiero gli era facile; era quello il suo vero e proprio elemento: "...Senza il minimo sforzo, ero in grado di afferrare spiritualmente grandi connessioni scientifiche..." All’archivio di Goethe, le sue non comuni capacità di ricerca venivano incontestabilmente riconosciute. Bisogna pensare alla sua superiorità nell’esperienza spirituale, non ad una sua inferiorità in campo scientifico, quando Rudolf Steiner confessa ne "La mia vita" le difficoltà del proprio lavoro all’archivio: "Ho sempre durato molta fatica ad imprimere nella memoria quei dati che è necessario conoscere nell’ambito della scienza. Dovevo vedere più volte un oggetto per ricordarmi il suo nome, a quale classe esso appartenesse, ecc. ecc. Posso dire che il mondo dei sensi aveva per me carattere d’ombra, di mere immagini che vedevo scorrere davanti alla mia anima, mentre il mio rapporto con lo spirito aveva assolutamente carattere di realtà".


    Intorno ai  35 anni  un cambiamento decisivo. "Un interesse, mai provato prima, per ciò che è sensibile, percettibile, si destò in me. Assunsero importanza alcuni particolari cui prima non avevo prestato debita attenzione. Ebbi l’impressione che il mondo sensibile avesse qualcosa da svelarmi, qualche cosa che esso soltanto potesse svelarmi. Entrai così, per la precisione e la forza dell’osservazione compiuta mediante i sensi, in un dominio sino allora sconosciuto". La nuova facoltà si ripercosse sulle sue esperienze spirituali. "Quando si osserva il mondo fisico si esce completamente da se stessi e si può ritornare nel mondo spirituale con accresciuta penetrazione". 


    Da anni Steiner praticava la meditazione. Intensificò ora notevolmente quella pratica. Si sviluppò in lui "la coscienza di un uomo spirituale interiore che può svilupparsi nella natura umana e che, liberato totalmente dall’organismo fisico, può vivere, percepire, muoversi nel mondo spirituale. Questo uomo spirituale autonomo entrò nella mia esperienza per effetto della meditazione". Rudolf Steiner acquistò così il diritto di dirsi cittadino di due mondi, il fisico e lo spirituale. Fu in quell’epoca che Steiner incontrò nel mondo dello spirito quelle potenze demoniache che dalla conoscenza della natura non vogliono portare alla visione dello spirito, ma fanno del pensiero un meccanismo. "Per quelle entità è assolutamente vero che il mondo è una macchina". Doveva ora condurre in piena consapevolezza una dura lotta interiore: "Dovetti salvare la mia vista spirituale tra le tempeste che si svolsero nella mia anima". "Durante tali prove, riuscii ad andare avanti solo evocando in me, con la mia vista interiore, lo sviluppo del cristianesimo". 

    Rudolf Steiner indica con queste parole l’avvenimento più importante della sua vita. Da fanciullo, Steiner aveva servito la Messa nella chiesa del villaggio. Il culto cattolico fu una esperienza, la sua infantile devozione non aveva nulla di confessionale. Il catechismo non ebbe presa sulla sua anima. Il padre era un "libero pensatore" e non si diede cura di fargli fare la prima comunione. Negli ultimi anni dell’Ottocento, la sete di conoscenza diresse Steiner verso alcune concezioni che non erano quelle delle confessioni religiose, il cui insegnamento ufficiale "concerne un mondo dell’aldilà che l’uomo non può raggiungere sviluppando le proprie forze spirituali. 

    "Ciò che la religione insegna, ciò che essa dà come legge morale, proviene da rivelazioni esterne all’uomo. A questo si opponeva la mia concezione dello spirito con l’affermazione che il mondo spirituale è altrettanto percepibile quanto il mondo che si manifesta ai sensi. E vi si opponeva anche il mio principio di individualismo etico, per cui la morale non va ricevuta dall’esterno, sotto forma di legge, ma deriva dallo sviluppo dell’entità animico-spirituale dell’uomo, in cui vive un elemento divino. Non riuscii a trovare il cristianesimo che cercavo in nessuna delle confessioni esistenti. Così che, dopo dure lotte animiche, dovetti immergermi io stesso nel cristianesimo, e precisamente in quel mondo soprasensibile, nel quale lo spirito stesso ne parla."


    Nel 1902, Steiner fece un passo decisivo in occasione di una conferenza dichiarò apertamente, per la prima volta, quale sarebbe stato lo scopo di tutta la sua attività futura: "trovare nuovi metodi per lo studio dell’anima su base scientifica". "Quella conferenza" egli disse "fu la mia conferenza antroposofica fondamentale". "Il punto di partenza di tutto il mio futuro lavoro". Si può dunque dire che la sera dell’8 ottobre 1902 segnò l’origine dell’antroposofia.

    Da quel momento la biografia di Rudolf Steiner è unita all’impulso spirituale che allora chiamò spesso "teosofia", ma che ben presto denominerà "antroposofia" (dal greco "anthropos", uomo, e "sophia" saggezza). Questa definizione voleva significare una forte e più ampia coscienza interiore, grazie alla quale l’uomo può sperimentare se stesso come cittadino di due mondi. A tale definizione aggiunse le parole: "è la coscienza della propria umanità". Ciò che Rudolf Steiner aveva da dare, non era una nuova visione sociale, una dottrina morale o una nuova religione, nel qual caso avrebbe dovuto fare della propaganda o predicare. Egli aveva da trasmettere delle conoscenze, e questo non poteva accadere che attraverso concetti e idee, cioè attraverso una tale comunicazione di fatti che potesse venir compresa dalla sana ragione umana. In questa maniera la libertà interiore dei lettori e degli ascoltatori era pienamente rispettata.

    Durante la prima fase di sviluppo dell’antroposofia, Rudolf Steiner operò, quasi esclusivamente, con la parola e con la penna.


    Il primo libro fu: "Teosofia". In quest’opera, apparsa nel 1904, Steiner compie il primo tentativo di descrivere la natura soprasensibile dell’uomo e i suoi legami col mondo dello spirito. L’autore fa appello al lettore di servirsi della propria cosciente facoltà di percezione e di esercitare il proprio pensiero libero da pregiudizi.

    Un esempio particolare della sua maniera di esporre le cose ci viene dato nella seconda parte del libro dove Steiner percorre pazientemente con il lettore, passo per passo, ardui nessi di pensieri e lo porta ad ammettere, almeno come possibile, una grande prospettiva: che lo spirito umano ha bisogno per la sua stessa evoluzione di ripetute vite terrene, e che porta con sé, in ogni incarnazione, i frutti delle vite precedenti. Innanzitutto Rudolf Steiner espone le idee della "reincarnazione" dello spirito e del "karma" (cioè legge del destino) come possibili a comprendersi, poi accenna all’indagine spirituale che gli ha fornito prove innegabili della loro realtà.


    Nell’altro libro: "Come si consegue la conoscenza dei mondi superiori" viene descritto, con la massima precisione ed efficacia, il metodo con cui si possono raggiungere i medesimi risultati da lui conseguiti nel corso della sua vita. Ma quel libro dà molto di più che una simile relazione. Nelle scuole misteriosofiche dell’antichità, i principi dello sviluppo spirituale venivano comunicati oralmente dal maestro ai discepoli, che erano poco numerosi e scelti con cura. Tale consuetudine fu mantenuta per molto tempo anche dopo l’era antica. Rudolf Steiner si assunse la responsabilità di rendere pubblico ciò che era stato così lungamente "occulto". Si rivolge a tutti gli uomini: "In ogni uomo sono latenti quelle facoltà che possono portare alla conoscenza dei mondi superiori". Alla fine del libro possiamo leggere: "Si consideri questo libro come un colloquio tra l’autore e il lettore". Il "colloquio" si appella alla libera capacità di discernimento dell’uomo e sostituisce le antiche forme di istruzione orale che tenevano il discepolo subordinato al maestro ("Guru").


    Appartengono  a questo periodo i cicli di conferenze dedicate ai Vangeli. In modo convincente Steiner mostra come i Vangeli non volessero esporre una biografia nel senso comune della parola e che in essi il Cristo viene descritto come un essere divino, che dopo aver vissuto nel corpo di Gesù di Nazareth, dal battesimo del Giordano fino alla morte sul Golgota, impresse all’evoluzione dell’umanità, della terra e del cosmo intero un nuovo grandioso impulso. Da allora una potente forza spirituale-cosmica agisce dalla terra, ed egli, il Risorto, è per sempre unito alla sfera terrestre. ("... io sarò con voi tutti i giorni..."). Rudolf Steiner fa vedere che i Vangeli solo apparentemente espongono le opere del Cristo come fatti che hanno avuto luogo sul piano terrestre; in realtà essi additano eventi che furono naturali e soprannaturali nello stesso tempo. Così fu gettata una nuova luce su molti "miracoli" (come, ad esempio, la moltiplicazione dei pani e dei pesci). Per molti che hanno perduto la fede nella Bibbia e negli insegnamenti tradizionali della Chiesa, Steiner, con le sue conferenze sui Vangeli, ha aperto la via verso una nuova esperienza del Cristo.


    L’antroposofia non è esclusiva somma di idee: è una forza vivente che concerne tutto l’essere umano, non soltanto il pensiero. Rudolf Steiner non ha mai voluto intendere questo appello a tutte le forze umane come un’azione suggestiva o che violi, in qualche modo, la libertà del singolo. Esiste una sola forma d’espressione che può parlare direttamente alla vita affettiva dell’uomo senza privarlo del suo libero giudizio: Questa forma è l’arte


    Un’altra "figlia" dell’antroposofia: la pedagogia steineriana, che si affermò in tutto il mondo. Nel 1907 aveva trattato in una esposizione importantissima la "educazione del bambino dal punto di vista della scienza dello spirito", che venne poi pubblicata in opuscolo. Egli mostrò come una giusta comprensione delle leggi che governano il divenire del fanciullo e dell’adolescente dovesse per forza propria sfociare in una pedagogia completamente nuova. Rudolf Steiner mostra come l’essere umano in divenire avanzi per un difficile cammino le cui tappe faticose sono ben riconoscibili: esse corrispondono al successivo sorgere di necessità materiali e morali determinate. Il piano di studi e il metodo da adoperare furono concepiti per corrispondere, per quanto possibile, a queste necessità. La sua pedagogia traccia soprattutto ad ogni educatore il cammino per una severa educazione di se stesso. A colui che segue tale via con perseveranza i fanciulli stessi insegnano a poco a poco come egli debba insegnare.


    I medici, oltre che degli insegnanti, scoprirono che gli insegnamenti di Rudolf Steiner erano in grado di arricchire notevolmente le loro conoscenze professionali.


    Steiner aveva rivolto la sua attenzione a questioni inerenti la medicina. Aveva dimostrato come la scienza dello spirito (antroposofia) possa aprire nuovi orizzonti su quanto concerne l’organismo umano. La caratteristica tutta particolare della medicina ampliata antroposoficamente (vedi: Medicina alternativa), consiste specialmente nell’includere, in base all’indagine soprasensibile, la natura psichica e spirituale del malato nello studio della sua malattia. 

    Steiner illustrava dei casi patologici servendosi di moltissimi esempi e poté sviluppare, dalle sue conoscenze sull’azione reciproca che avviene fra l’organismo umano e i regni della natura, una terapia razionale. 

    All'inizio della sua attivita in campo medico, dichiarò nettamente: "Non interverrò mai in alcun modo in un trattamento qualsiasi; non l’ho mai fatto. Curare le malattie è compito di medici professionisti". Per essere un vero medico nel senso antroposofico della parola bisogna, Steiner diceva, esser prima di tutto medico nel senso della medicina ufficiale.

     

    I suoi contributi, nell’ambito della medicina, non avevano altro scopo se non quello di ampliare la medicina generalmente praticata, non di sostituirla.


    Rudolf Steiner era arrivato già da studente alla convinzione che la maniera di osservazione della scienza naturale moderna altro non può afferrare, in fondo, che il lato morto della natura. Attraverso la propria osservazione egli vide che le forze, le quali stanno alla base dei fenomeni organici, provengono da regioni soprasensibili


    Steiner chiamò spesso queste forze come "forze formative eteriche" e mostrò come sia possibile studiare esattamente la loro attività in base a diversi fenomeni fisici. Alcuni scienziati decisero di effettuare un tentativo: dimostrare sperimentalmente l’azione delle "forze eteriche. Dopo esperimenti effettuati con la maggiore cura e attenzione si stabilì che non soltanto queste sostanze, ma che anche un gran numero di malattie creano la loro "immagine parlante"; inoltre fu possibile rilevare che i colori e le forme delle immagini dipendono dall’ora in cui è stato compiuto l’esperimento. Ci si trovò così di fronte ad una grande quantità di fenomeni che non si potevano far risalire a processi chimici, ma permisero di riconoscere l’azione di forze "non-chimiche": di forze "soprasensibil". Già ai tempi di Rudolf Steiner erano stati pubblicati i primi risultati di simili ricerche. 


    Dopo la sua morte, in specie dopo la seconda guerra mondiale, il numero delle pubblicazioni aumentò considerevolmente. I due metodi di analisi si sono rivelati di utilità pratica: per esaminare la qualità di alimenti e per la diagnosi precoce di diverse malattie


    In numerosi paesi esistono oggi dei laboratori dove si lavora secondo le indicazioni di Rudolf Steiner.


    Rudolf Steiner tenne molte conferenze dimostrando come la scienza dello spirito possa incrementare ogni conoscenza e rendere in generale più conscia ed efficiente la vita umana. La sua opera da lui lasciata all'umanità, sia nel genere che nella quantità, non ha uguali nella storia dell’occidente.

     


    Su questo argomento connesso puoi vedere:
    Riflessioni sull'Antroposofia. La Scienza dello Spirito di Tiziano Bellucci







    Fonte: articolo integrale su  Riflessioni.it












    Video - "A cento cinquant'anni dalla nascita di Rudolf Steiner, nel 2011, venne girato questo film-documentario che ripercorre i nodi biografici, le tappe del suo cammino spirituale e al tempo stesso testimonia la vitalità degli impulsi dati ad ambiti primari nella vita dell'uomo: l'educazione, la medicina, l'agricoltura, l'arte, la socialità."







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    La rassegna stampa è una sintesi e fornisce i riferimenti dell'articolo (testata, autore, titolo) per reperire sul quotidiano o altra fonte l'articolo completo.
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    domenica 9 luglio 2017

    PRESIDIO DI 3 GIORNI A ROMA CONTRO IL DECRETO LORENZIN

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